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Viterbo - In aula il racconto della donna, che ha denunciato l'ex: "Per dieci anni mi ha maltrattata"

Minacciata col coltello, il figlio interviene per difenderla

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violenza sessuale generica

Viterbo – Maltrattata per dieci anni dal convivente. Un inferno domestico iniziato nel 2003 e finito l’anno scorso, dopo una lite degenerata.

“I parenti di lui mi hanno salvato la vita”, racconta Simona (nome di fantasia, ndr), quarantenne viterbese che ha rischiato di finire accoltellata dal suo ex.

Da quel convivente “violento, geloso e possessivo” ha avuto un figlio pochi anni fa. Ma lui non si sarebbe fatto scrupoli ad aggredirla nel cuore della notte, mentre il bambino dormiva nell’altra stanza. Oggi è imputato per maltrattamenti in famiglia davanti al tribunale di Viterbo.

Al processo parla Simona. “Quando beveva un po’ di più scoppiava la guerra – racconta -. Mi insultava. Me ne diceva di tutti i colori. Sempre per futili motivi. Oppure ero una poco di buono solo perché andavo a lavorare e lui non voleva”. Lei non reagiva a quegli improperi. “Se lo facevo arrabbiare sarebbero stati guai per me. Dovevo incassare, oppure andarmene. Non so perché non l’ho fatto”. 

Offese all’ordine del giorno e discussioni violente. Una su tutte, l’anno scorso, convince Simona a denunciare il convivente. “Ha sfondato la porta e mi ha puntato un coltello da cucina alla gola – racconta lei -. Nostro figlio dormiva. L’altro mio figlio adolescente ha sentito ed è venuto di là per difendermi. Gli è andato addosso mentre impugnava il coltello. Subito dopo sono intervenuti i parenti di lui e poi i carabinieri. Ma a quel punto me ne aveva già date tante…”.

Un’aggressione “in due round”, racconta Simona: “Prima mi ha insultata e ha iniziato a rompere tutto, poi è uscito di casa. Quando è tornato ha spaccato la porta e preso il coltello”. C’era un motivo per tutto questo: “Un agnello ammazzato in campagna, senza che io gli dicessi niente. Ma aveva bevuto tutto il pomeriggio… quando stava così bastava un niente a fargli perdere la testa”.

Oggi non vivono più insieme. Lui è tornato al suo paese d’origine. “Con suo figlio è pieno di premure, ma con me è pericoloso. Ha continuato a minacciarmi anche dopo quell’episodio. Sono più tranquilla a saperlo lontano da me”. Il processo continua a primavera. 


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18 febbraio, 2014

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