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Viterbo - Emergenza rifiuti - Forti dubbi di Claudio Ubertini (FI) sulla diffida del comune alla regione

“Se è un altro bluff, Michelini si deve dimettere”

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Leonardo Michelini

Leonardo Michelini

Claudio Ubertini

Claudio Ubertini

Viterbo – Altro che una diffida, cui ha regione ha già risposto picche. Il sindaco Leonardo Michelini doveva e poteva fare ben altro per protestare contro i rifiuti romani a Monterazzano. Dopo la seduta di consiglio straordinario, la polemica sull’emergenza rifiuti non si placa.

“Come hanno fatto in altre città – spiega il capogruppo FI Claudio Ubertini – Michelini doveva andare con la fascia e bloccare i camion, far sentire la voce del territorio”.

Invece, il nulla. Come l’ordine del giorno approvato in consiglio comunale. Valore prossimo al nulla.

E sulla diffida con cui l’amministrazione chiede alla regione di far cessare l’arrivo di camion carichi d’immondizia romana, c’è più di un dubbio. “In consiglio abbiamo chiesto di avere la diffida – spiega Ubertini – ci hanno fatto aspettare tutta la durata del consiglio e dopo insistenze ci hanno spiegato che se volevamo, la potevamo andare a prendere in segreteria.

Un comportamento irrispettoso, non tanto verso il consiglio comunale, ma verso l’intera città. Il centrosinistra sta prendendo in giro Viterbo”.

Perché il documento consegnato fa venire alla minoranza altri dubbi. “Intanto ce lo siamo dovuti andare a prendere – osserva Ubertini – poi è una lettera dell’avvocato incaricato dal comune, senza firme, senza un numero di protocollo. Non solo manca la sigla dell’avvocato e pure quella del sindaco o chi per lui, ma non c’è nemmeno riportata la scritta in fondo alla missiva del rappresentante di palazzo dei Priori.

Oltre ad avere una valenza pari a zero, ridicola. Quel documento non ci difende affatto.

Voglio sapere se effettivamente quel documento è stato spedito l’11 febbraio. I precedenti sempre sui rifiuti, di lettere comparse all’improvviso, con date discutibili, ci crea nuove perplessità”.

Ubertini vuole vederci chiaro: “Ho chiesto ufficialmente alla segreteria generale in forma ufficiale, la copia originale della diffida, con la data dell’11 febbraio.

Se dovesse venire fuori che l’11 la diffida non è partita, chiederemo le dimissioni del sindaco Michelini. Non può raccontare le favole.

Non può come per l’altra lettera sempre spedita alla regione, prendersela con il personale della segreteria”.

Ubertini è una furia: “La minoranza esercita il giusto diritto di conoscere, invece prendono tempo, si negano, forniscono documentazione incompleta e come minimo discutibile. Un’arroganza e un imbarazzo mai visti prima.

Se la metà di quanto stiamo vedendo fosse successo con la precedente amministrazione, Marini lo avrebbero fatto volare dalla sedia, non l’opposizione, ma direttamente la maggioranza”.

Tutto questo genera un clima di sospetti. “Mi fa pensare male, perché nascondono le cose? E’ successo a settembre in commissione quando parlavamo di rifiuti, con lettere mostre dopo e solo con accesso agli atti.

E’ un fatto gravissimo si prende in giro la città”.

Il sindaco Leonardo Michelini potrà rispondere. Solo lui, a quanto pare, visto che nella seduta di consiglio straordinario dedicata ai rifiuti, l’assessore con delega proprio ai rifiuti, Raffaela Saraconi, ha fatto scena muta. Niente da dichiarare.

Il ricorso presentato dal comune (forse) l’11 febbraio, si basa sul fatto che servano provvedimenti da parte del commissario straordinario che ora non c’è o della regione, che autorizzi l’arrivo dei rifiuti, indicando tempi e quantità certe.

Non ci si può basare sul piano regionale dei rifiuti, che è un atto generale di pianificazione, non genera obblighi, ma per portare immondizia fuori dall’Ato d’appartenenza occorre l’autorizzazione.

Quindi da una parte il comune sostiene nella diffida che il piano approvato dalla giunta Polverini non giustifica l’arrivo dei camion d’immondizia da Roma, dall’altra in consiglio comunale e in altre occasioni, addossa tutta la colpa proprio al piano Polverini. Poche idee, ma confuse.

Aspettiamo che l’assessora Saraconi, dopo la pausa di riflessione, ci illumini.

Giuseppe Ferlicca

 


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22 febbraio, 2014

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