Riceviamo e pubblichiamo – C’è una bella differenza tra proporre l’affrancazione di un terreno e la sua svendita.
Dopo oltre 60 anni di cause e litigi, l’Amministrazione Comunale, infatti, con due Delibere di Consiglio (il Consiglio non è stato affatto esautorato ) ha approvato nel mese di novembre 2010, due schemi di conciliazione, stabilendo, tra l’altro, che il capitale di affrancazione si determini moltiplicando per venti il canone annuo di ogni terreno, perché così è previsto dalle norme vigenti.
È la stessa metodica che si applica quando si legittima qualunque occupazione abusiva di terreni di uso civico, a Farnese, nel Lazio ed in tutta Italia.
Ci si è comportati così anche nell’aprile 2008, quando proprio a Farnese, furono legittimati circa 20 ettari di terreno ad un prezzo medio di poco superiore ai 3.000 euro ad Ha., in quel caso non si parlò di svendita, forse perchè l’Amministrazione Comunale che allora propose la legittimazione e la conseguente affrancazione, era di centro-sinistra e l’on.le Parroncini sedeva nei banchi della maggioranza alla Regione?
Mi sorprende che l’on.le Parroncini non sappia che uno dei requisiti necessari per la legittimazione o, come in questo caso, per la transazione sia il titolo di occupatore abusivo!!
Per quanto poi attiene la sua supposizione che “anche a mogli e figli degli abusivi deceduti verrebbe riservato lo stesso trattamento,” mi corre l’obbligo di rammentare al Consigliere Regionale che, l’esclusiva di un tale modo di agire, è da attribuirsi ancora una volta a quella stessa Amministrazione di centro sinistra!
Pur apprezzando la sua premura nel paventare un presunto danno per la comunità mi permetto di evidenziare che, nel nostro programma elettorale, era chiaramente indicata la volontà di legittimare i terreni ed investire il ricavato in opere a beneficio della collettività, e quella stessa comunità, titolare del diritto di uso civico, ci ha dato la sua fiducia e ci ha consentito di stravincere! Ritengo che il danno al territorio lo si sia già prodotto con le innumerevoli cause, costate ai Farnesani oltre 500.000 euro, con operazioni a dir poco singolari, con il blocco, per anni ed anni, di un progetto di legittimazione, di un qualsiasi investimento; tutte operazioni queste che non possono certo essere addebitate all’odierna Amministrazione.
Concludo chiedendomi se l’interrogazione presentata al Presidente della Regione, ed il conseguente tam tam mediatico, servono realmente per fare chiarezza e ripristinare una corretta gestione dei terreni, se mai ce n’è stata una, o sono un ulteriore tentativo di ostacolare quella che tutti, eccezion fatta per il locale Pd e per Parroncini, ritengono una giusta, equa e legittima soluzione al problema usi civici di Farnese .
Santi Alessandro
Sindaco di Farnese
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY