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Viterbo - Comune - Il regolamento passa a maggioranza, giovedì arriva in consiglio

Approvato in commissione il registro delle coppie di fatto

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La riunione della prima commissione

La riunione della prima commissione

La riunione della prima commissione

La riunione della prima commissione

La riunione della prima commissione

La riunione della prima commissione

La riunione della prima commissione

La riunione della prima commissione, a destra Manetti e Rossetti

Viterbo – (g.f.) –  Salta il registro delle unioni civili. In prima commissione si discute del registro e arriva l’emendamento proposto da Paolo Simoni (Oltre le mura).

Che cambia il titolo, ma non la sostanza. Non più registro delle unioni civili, ma delle coppie di fatto, approvato a maggioranza.

Vota no Troili (Pd) insieme alla minoranza, Frontini (Viterbo 2020) si astiene, mentre dice sì Maria Rita De Alexandris (Viva Viterbo), che qualche tempo fa aveva espresso dubbi.

Giovedì la discussione passa in consiglio comunale. De Dominicis (M5s) chiederà l’anticipazione del punto all’ordine del giorno.

A fare da supporto ai consiglieri, in commissione una coppia di fatto di dirigenti: Manetti e Rossetti. Quest’ultimo ha redatto il regolamento, l’altro prende il suo posto nella turnazione voluta da Michelini.

Anche stavolta, un argomento tecnico, l’approvazione di cinque articoli del regolamento, si trasforma in uno scontro ideologico fra chi è a favore e chi no, cui si aggiunge il mono gruppo dei fortissimamente no, composto da Arduino Troili (Pd).

Il consigliere boccia tutti gli articoli, preannuncia emendamenti in consiglio comunale, quando l’argomento sarà discusso, compreso uno, piuttosto bizzarro.

Quando il regolamento comunale parla d’evitare condizioni di svantaggio economico, chiede d’inserire anche la parola vantaggio.

Quindi il registro non deve, per Troili, prevedere svantaggi, ma neanche vantaggi. Utile. Poi presenta un emendamento che riguarda la decadenza, ma non vota. E’ fuori sala. Finisce in perfetta parità, quindi la sua proposta non passa.

Si discute pure della tempistica per accedere al registro. Non prevista.

Chiara Frontini (Viterbo 2020) propone per maggiore tutela, che sia stabilito un periodo determinato di tempo di convivenza prima di potersi iscrivere.

“Il criterio temporale – osserva Frontini – serve per comprendere come la coppia sia sufficientemente stabile”.

Linea non condivisa da Paolo Simoni (Oltre le mura) e nemmeno da Gianluca de Dominicis (Movimento 5 stelle). Ma Maria Rita De Alexandris va oltre. “Quando mi sono sposata – ricorda De Alexandris – sono scattati diritti e doveri. Nel registro i doveri non ci sono”. Giusto.

Il regolamento dovrebbe ben specificare elementi dirimenti: chi porta fuori l’immondizia, quante volte a settimana bisogna fare sesso, chi pulisce la pipì del gatto.

Un regolamento troppo generico per Claudio Ubertini (FI). “E’ inutile – osserva Ubertini – non risolve nessun problema e rimanda tutto ad altri regolamenti, patrimonio, servizi sociali, esenzioni”.

Sulle unioni, però, il punto è che i consiglieri non sono preparati.

“Si affronta la materia senza essersi preparati – incalza Gianluca De Dominicis (M5s) – le commissioni rappresentano un costo per i cittadini, occorrerebbe arrivare preparati. Invece si presentano emendamenti al momento.

Noi comunque stiamo discutendo dell’iscrizione a un registro, i cui effetti si hanno solo su competenze di natura comunale, non sulla fiscalità nazionale”.


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3 marzo, 2014

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