Viterbo – (g.f.) – Tutto come da programma.
La situazione politica in provincia rimane un mistero. Il consiglio convocato per discuterne, è saltato. La maggioranza non si è presentata.
In sala, oltre al presidente del Marcello Meroi e al presidente del consiglio Francesco Bigiotti (Udc), Felice Casini (Udc): “Ero venuto – spiega Casini – per discutere”. Uno su 24, meglio di niente.
Quindi, il consigliere Torromacco della lista civica Meroi. Ncd, FdI e FI, assenti.
In totale, al secondo appello alle 10.30, dopo che quello delle 10 è andato a vuoto, presenti in nove. Pochi.
Tutto rinviato. Così come la surroga del consigliere Bengasi Battisti (Pd) che si è dimesso. A palazzo Gentili si è visto Tolmino Piazzai, ultimo dei non eletti e che doveva prendere il suo posto, ma niente consiglio, niente subentro.
E niente, almeno, per ora, mozione di sfiducia. Manca la decima firma al documento della minoranza, che sarà proprio quella di Piazzai.
Solo che fino a quando non entra, non può firmare. L’aria che si respira è tra il rassegnato e il divertito.
Mirco Luzi e Alessandro Angelelli (Pd) ne approfittano per farsi immortalare dal loro capogruppo Federico Grattarola, nella consegna del campanello.
Il messaggio che in questo momento il centrodestra lancia a Meroi, con l’assenza annunciata di questa mattina, è chiaro: prima si chiude la verifica, si capisce esattamente la composizione dei vari gruppi, chi sta da una parte e chi dall’altra, situazione ancora in movimento, specie in zona Forza Italia, quindi si discute.
Una scelta, quella di disertare la seduta di stamani, a quanto pare, concordata tra le forze di maggioranza, proprio per non rovinare quel minimo di trattativa che al momento sembra reggere, ovvero una giunta a cinque, in cui il Nuovo centrodestra ha due assessori, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Udc uno ciascuno.
Al momento, la sola strada per far tornare i politici in giunta e togliere i tecnici. Ma anche se è stata un’assenza di massa concordata, se all’orizzonte c’è comunque un’intesa, lo spettacolo rimane in ogni caso deprimente.
Meno male che a fine seduta, un aspetto positivo c’è. Angelelli (Pd), tirando le somme, spiega: “E’ stata une delle sedute più significative”. Viste altre sedute andate in scena a palazzo Gentili, come dargli torto?
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