Viterbo – (m.l.r.) – I negozianti storici del centro storico alzano la voce e le transenne (gallery).
Oggi pomeriggio i commercianti che da anni lavorano a via del Corso, via Saffi, piazza delle Erbe e via Cavour si sono dati appuntamenti a piazza del Comune per una protesta contro gli ultimi provvedimenti messi in atto dal comune di Viterbo.
Da tre settimana infatti nel centro storico è entrato in vigore il nuovo piano che prevede isole pedonali il sabato e la domenica. Niente auto quindi nel cuore di Viterbo. Per chi viene da Porta Romana il transito è interrotto a via Annio. Impossibile procedere per via Cavuor.
“In questo modo – tuonano i commercianti – è impossibile raggiungere il parcheggio del Sacrario. E noi continuiamo a perdere guadagni giorno dopo giorno”.
La motivazione che ha spinto i commercianti, che si definiscono autonomi, a scendere in piazza è proprio l’impossibilità di accedere al parcheggio del Sacrario. Ora raggiungibile solo passando da Porta Fiorentina.
I negozianti dopo il raduno a piazza del Comune, hanno percorso via Cavuor fino ad arrivare alla transenna che obbliga gli automobilisti a svoltare su via Annio. Simbolicamente hanno tentato di spostarla per far capire agli amministratori di Viterbo che questo provvedimento per il centro storico è più dannoso che mai.
“Deve essere stato uno scienziato a progettare questo scempio – afferma una commerciante. Io non ho capito dove hanno la testa quelli che ci governano. In poche settimane abbiamo perso guadagni anche del 50%. In questo modo ci fanno morire”.
I negozianti chiedono quindi che il transito sia consentito fino al parcheggio del Sacrario e che il mercato del sabato mattina sia spostato in un altro luogo, lasciando così posti auto per potenziali clienti.
“Non ci vengano a dire – continuano – che non lavoriamo perché c’è crisi. Questa storia non la beviamo più. In queste settimane i guadagni sono diminuiti perché la gente non viene più in centro perché non può parcheggiare da nessuna parte. dal primo gennaio solo al centro di Viterbo hanno chiuso 38 negozi. Vogliamo far morire anche tutti gli altri?”.
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