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Marta - Folle corsa dopo aver forzato due posti di blocco, arrestato 56enne

Sperona la finanza e cerca di investire un carabiniere

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Una pattuglia dei carabinieri

Una pattuglia dei carabinieri

Posto di blocco della finanza

Posto di blocco della finanza

Marta – Ha forzato un posto di blocco, speronato l’auto della finanza e cercato di investire un carabiniere.

Tutto in venti minuti di folle corsa, terminata con l’arresto del conducente R.F., 56enne di Marta.

I carabinieri gli avevano revocato la patente l’anno scorso. Piccolo particolare che, ieri sera, non gli ha impedito di mettersi alla guida di una Fiat 500 e girare per Viterbo, finché non ha incrociato un posto di blocco della finanza in via Garbini.

E qui inizia la fuga. I finanzieri intimano l’alt e alzano i lampeggianti, ma R.F. prosegue la sua marcia imboccando la Commenda. Le fiamme gialle allertano la centrale operativa e la compagnia dei carabinieri più vicina. In loro aiuto si precipitano i militari di Marta, che si posizionano sulla Verentana per fermare l’auto in fuga.

La 500 forza anche il posto di blocco dei carabinieri: il conducente avrebbe cercato di investire uno dei militari, per poi imboccare una strada secondaria verso Tuscania. Sempre tallonato dalla macchina della finanza, speronata durante l’inseguimento. Uno dei baschi verdi ha sparato un colpo in aria, ma la 500 si è fermata solo quando carabinieri e fiamme gialle l’hanno raggiunta e accerchiata. Il cinquantenne ha cercato di scappare a piedi: lo hanno immobilizzato in quattro, mentre scalciava e si dimenava per cercare di divincolarsi.

L’arresto è scattato per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento all’auto della finanza, ma anche per detenzione di arma, dopo il ritrovamento di una spranga di ferro e due coltelli nel cruscotto della 500. 

In aula R.F. ha cercato di giustificarsi: “Non volevo scappare. Non ho visto l’alt”. Il giudice Eugenio Turco ha convalidato l’arresto e disposto l’obbligo di firma.


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10 marzo, 2014

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