Viterbo – La crisi morde, anche nell’aldilà.
Mentre a Grotte santo Stefano il cimitero è al tutto esaurito e si attende che qualcuno, comune o privati, proceda all’ampliamento, a san Lazzaro l’impianto di cremazione funziona a pieno regime.
Per scelta scelta di chi non c’è più, ma anche come effetto collaterale della crisi.
Molti consiglieri, ieri mattina in terza commissione, commentando i numeri dell’impianto al cimitero di Viterbo, hanno addebitato alla sempre minore disponibilità economica, il massiccio ricorso alla cremazione.
Supposizioni. Resta il fatto che negli ultimi due anni, le cremazioni sono aumentate di oltre il 200 per cento.
Nel 2013 sono state 2276, rispetto alle 1723 nel 2012 e alle appena 864 del 2011.
Cifre, che quando l’impianto a san Lazzaro è stato pensato, probabilmente gli amministratori dell’epoca nemmeno s’immaginavano.
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