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Viterbo - La segretaria della Cgil Miranda Perinelli interviene dopo lo stop alla parità di genere nella futura legge elettorale

“Le donne fanno paura, se si rischia la poltrona”

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Miranda Perinelli

Miranda Perinelli 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Proprio per celebrare l’8 marzo, dai parlamentari della Camera arriva lo sberleffo, l’offesa all’operato ed al valore delle donne. Non esente alcun gruppo parlamentare, ovviamente nemmeno il Pd, partito del centro sempre meno sinistra, si contano cento voti mancati.

Alla faccia della parità di genere, della costituzione, della democrazia! Quando in ballo ci sono interessi personali e delle proprie poltrone in pericolo.

Le donne in politica dunque sono viste come una minaccia, occupano, o potrebbero occupare spazi e delle quali se ne può fare benissimo a meno, questo è quello che si legge da quel voto. Lo sconcerto è come in Italia la cultura maschilista sia ancora ben salda sia tra vecchi tromboni e nuove trombette, la verità è venuta a galla al di la delle belle parole, la verità è quel voto segreto espresso e che è arrivato come un messaggio forte e chiaro.

Vorremmo poi capire quale beneficio, la classe politica maschile, abbia saputo dare in tanti anni di storia e dalla nascita della nostra Repubblica, se ci avviciniamo poi agli ultimi venti anni, vediamo il disastro totale che ci riporta irrimediabilmente ai giorni di drammatica attualità.

Dirigenti che non hanno saputo dare futuro ai giovani, piegati da una disoccupazione che non accenna a diminuire, 42% non avranno neanche la pensione visto che i lavori precari ai quali sono sottoposti, non gli assicura un sostegno reale da vecchi, dobbiamo parlare della cultura o del come hanno saputo preservare il patrimonio artistico o ancora di come e ridotta la sanità, la scuola, l’università, la ricerca, ma nessuno si vergogna del fatto che la stragrande maggioranza dei giovani italiani, per avere una opportunità lavorativa, deve andare via dal proprio Paese?

Ed i cittadini tra una spending review e l’altra, stanno sotto ad un macigno che si chiama immoralità della politica, degenerata in crescendo nel corso degli anni, viaggiando senza più freni. E’ stato possibile perché mai nessuno alla fin fine paga di tasca propria i danni che produce. Ne Sindaci che portano in dissesto i bilanci, per corruttele e assunzioni clientelari e varie, ne tantomeno altri in politica a tutti i livelli.

Vorrei ricordare che se sono state approvate leggi importanti soprattutto dagli anni ’70 in poi, sono state proposte, sostenute, e frutto di battaglie politiche e sociali delle donne, perciò diminuendo la rappresentanza nel luogo deputato cioè in parlamento, si indebolirà anche la voce delle donne, ma soprattutto la sostanza delle molte proposte ancora in campo, cioè la trasformazione in legge dello stato, ma soprattutto meno donne in politica significa anche arretratezza culturale e quindi meno ricchezza in ogni campo.

Miranda Perinelli
segretaria generale Cgil Viterbo

 


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11 marzo, 2014

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