Viterbo – (g.f.) – Il cimitero di Grotte diventa la tomba delle coppie di fatto.
Saltato il punto sul bando viene meno anche l’urgenza con cui è stato convocato il consiglio comunale. Morale della favola, la conferenza dei capigruppo, riunita d’urgenza, ha deciso: niente urgenza, niente consiglio.
Una forma di protesta contro la giunta, per lo scarso rispetto verso il consiglio. Gianluca De Dominicis (Movimento 5 stelle) insorge. Esce dalla riunione scuro in volto: “E’ uno schifo” dice e poi a microfono annuncia che comunque per rispetto rimarrà fino alle 21. Non nella sala del consiglio, ma fuori, per protesta.
Dalla maggioranza Melissa Mongiardo (Pd), vista la convocazione inutile, chiede di rinunciare al gettone di presenza, scelta su cui concordano anche Arduino Troili (Pd) e Goffredo Taborri (Oltre le mura).
Quest’ultimo rincara la dose: “Devo fare una denuncia pubblica – spiega Taborri – sull’uso improprio che si fanno dei consigli. Sono troppi e vedo che non si lavora. E costano 2500 euro l’uno.
Siamo qui per lavorare, convochiamo sedute mirate, non così numerose e dove non si conclude nulla”.
Ubertini (FI) appoggia: “Da sempre sostengo come i consigli siano poveri d’argomenti – precisa Ubertini – e sul gettone, propongo che sia la giunta a pagarlo, così come quello per la commissione, pure quella convocata d’urgenza sempre sul cimitero”.
Il perché lo sottolinea Chiara Frontini (Viterbo 2020): “Siamo in questa situazione – spiega Frontini – perché la maggioranza e la giunta non sanno cosa vogliono fare”. Si brancola nel buio.
“E’ inaccettabile che il consiglio comunale diventi lo zerbino dei problemi in giunta – osserva Gianmaria Santucci (Fondazione) – li risolvano a casa loro.
Invece siamo stati convocati d’urgenza, abbiamo discusso in commissione del bando per il cimitero e oggi salta tutto.
Mi dispiace e chiedo scusa che oggi non si possa discutere del registro, ma il problema stasera è il rispetto delle regole della democrazia”.
Ragione per cui non si va avanti, anche se l’assise avrebbe potuto discutere lo stesso. “Potevamo proseguire – dice De Dominicis – siamo di fronte a una decisione politica di tutti i capigruppo, meno il sottoscritto”.
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