Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La guerra tra concittadini e amministrazione non porta da nessuna parte, anzi, rischia di aumentare il divario, le cattiverie, i dispetti, l’arroganza.
La chiusura del centro storico alle auto, così come si è provato ad attuare per ordini supremi, ha rischiato di uccidere definitivamente il centro stesso. Abbiamo letto i comunicati dei favorevoli e dei contrari ma ciò che non avremmo voluto leggere sono le offese rivolte alla categoria dei commercianti, quelli che solitamente accusiamo di non tenere aperti tutti negozi durante i festivi o d’estate ed in particolari occasioni. Quelli ai quali attribuiamo la colpa di una Viterbo desolata a causa delle saracinesche abbassate quando per le nostre strade circolano quei pochi turisti che vorrebbero visitarci. Decidiamoci una volta per tutte. I commercianti creano valore aggiunto e sono insostituibili per la vita di un centro storico o sono una palla al piede per ogni decisione che Palazzo dei Priori deve prendere per la restante cittadinanza? Anche noi sogniamo un centro senza auto, ma pieno di gente e di negozi.
Senza inventarsi nulla basta osservare le città d’arte o i piccoli borghi medievali che hanno sapientemente curato con intelligenza il centro storico attirando turisti e cittadinanza, offrendo, insieme a una funzionale rete di parcheggi, un centro animato e variopinto da negozi di ogni genere che rappresentano, inevitabilmente, un insostituibile completamento alla qualità della vita del luogo, ad un richiamo turistico motivato dall’arte, dall’architettura urbanistica, dalla storia, dalla cucina e dal prodotto tipico del luogo visitato.
Se muoiono le ultime attività commerciali rimaste, Viterbo centro diventerà una città fantasma abbandonata dai viterbesi e popolata da stranieri fuggiti dalla miseria dei loro paesi. Chi verrebbe più a farci visita? Inizialmente qualche malcapitato, ma successivamente, dopo che la voce si sarà diffusa, prepariamoci ad ospitare qualche sadico. E pensare che Viterbo è straordinariamente bella e ricca di ogni genere di richiamo turistico. Ci manca soltanto il mare e la montagna invernale, tra l’altro, molto vicini a noi!
E’ vero che è impensabile raggiungere i negozi del centro in auto – inquinamento a parte -e sostare davanti alla loro vetrina collocata su strade nate, al massimo, per qualche carrozza o carretto trainato da muli. E’ altrettanto vero, però, che la vita sedentaria della nostra epoca e le malsane abitudini raggiunte, devono essere gradualmente modificate e considerate nella loro globalità al fine di risolvere e non di creare altri problemi ai cittadini. A Viterbo non è vero che mancano i parcheggi, è vero, invece, che per gli usi e i costumi radicati nei secoli ne occorrono di più al centro, e allora bisogna farli.
Viterbo interno mura misura in linea retta soltanto 1257 metri da Porta Fiorentina a Porta del Carmine, mentre da Porta Faul a Porta della Verità sono 1020 metri (rilevamento su Google Earth). Purtroppo, o per fortuna, alla monotonia della strada in piano si alternano salite e discese, anche importanti, che non sono certamente una mano santa per i meno giovani non abituati, per i dislivelli citati, all’uso della bicicletta come in Romagna.
Perché, allora, non impegnarsi tutti a realizzare il famoso multipiano interrato sotto il parcheggio Martiri d’Ungheria, utilizzando il terrapieno alto 15 metri, creato con l’accumulo delle macerie dei palazzi distrutti dai bombardamenti dei liberatori Alleati? Ma a volte, si sa, gli interessi, le competizioni di potere e i buoni progetti non adeguatamente “sponsorizzati” dai politici del momento, riescono a distruggere, anziché creare, un futuro migliore per i cittadini lasciati a fare la guerra tra poveri.
Umberto Fusco – Maurizio Pinna
Civica per l’Italia
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