Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Grande soddisfazione per l’incarico di presidente del sindacato nazionale architetti urbanisti e pianificatori territoriali.
Soddisfazione che non si limita al fatto di presiedere un prestigioso incarico, ma bensì quello di rappresentare una figura professionale che vede coinvolta la figura dell’Urbanista.
L’urbanista nasce come disciplina nel IX secolo con la funzione di organizzare l’impetuosa e disordinata crescita urbana dovuta alla rivoluzione industriale. Oggi è lo strumento di controllo del territorio, per perseguire nelle sue trasformazioni il rispetto del bene comune nel conflitto tra rendita ed interesse pubblico.
Equilibrando le necessità della comunità e degli individui, lo studio dei sistemi urbani e del loro funzionamento complessivo delle relative tensioni positive e negative permette all’urbanista di agire sia attraverso la pianificazione degli spazi fisici urbani, che nella programmazione di strumenti urbanistici, al fine di migliorare le condizioni di sviluppo futuro, progettando uno spazio urbano “vivibile” nel tempo e nello spazio, anche con l’apporto di altre discipline parallele (ingegneria, architettura, sociologia e altre a seconda del caso specifico ).
Come sindacato ci proponiamo di interagire con le istituzioni e la società con l’unico fine di iniziare la fase di salvaguardia del territorio , il recupero delle aree degradate, il recupero ambientale e di contribuire alla stesura di Piani Urbanistici, non legati alla cementificazione selvaggia, ma bensì progettati tenendo in considerazione le tematiche come la sostenibilità, la progettazione ambientale e quella delle infrastrutture e dei trasporti che sono oggi al centro dei nuovi progetti urbani a tutte le scale, con particolare attenzione per guardare alla cosiddetta “città diffusa” dove il limite tra città e campagna perde il suo senso.
Giuseppe Binaccioni
presidente del sindacato architetti urbanisti
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