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Soriano nel Cimino - Massimo Coco ospite del Salotto delle sei

“Ho sdoganato il rancore e detto no al buonismo”

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Il Salotto delle sei

Il Salotto delle sei

Il Salotto delle sei

Soriano nel Cimino – Ancora alta l’attenzione del pubblico del Salotto delle 6 on the road, che anche questo venerdì ha seguito numeroso l’appuntamento sul delitto Coco, il primo magistrato ucciso dalle Br.

Ospite di Pasquale Bottone Massimo Coco, musicista, docente presso il conservatorio “Niccolò Paganini” di Genova, figlio del giudice ucciso a nel capoluogo ligure l’8 giugno 1976. 

In quell’anno Massimo, l’ultimo di tre figli, era adolescente, come descrive nel suo “Ricordare stanca”, edito da Sperling & Kupfer, e il giorno del suo sedicesimo compleanno assistette alla sepoltura del padre.

“Per questo motivo – dice Coco – mi sento in diritto di sdoganare il rancore, di dire no al desiderio disperato di perdono, perché quasi 38 anni fa ammazzarono mio padre e oggi ancora non si sa chi lo abbia ucciso, chi sparò a Saponara, il poliziotto della scorta. Sappiamo soltanto chi sparò a Deiana, il carabiniere che scortava mio padre assieme a Saponara. Fu il primo omicidio politico che venne tenuto a battesimo da un magistrato, un poliziotto e un carabiniere.

Io rivendico la libertà di non perdonare, io non posso perdonare. L’assassinio volontario genera condizioni irreversibili: quella dell’assassinato e quella dell’assassino.

‘Vogliamoci bene, non odiamo i carnefici’ è ipocrita, non si può resettare, non si può rispettare la memoria voltando pagina e dando libero sfogo al buonismo. In fondo, siamo tutti vittime del terrorismo, nessuna categoria esclusa”.

 


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22 marzo, 2014

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