Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Oltre a numerose sentenze del giudice di pace che hanno stabilito il dimezzamento della bolletta dell’acqua ed il rimborso ai cittadini, ora interviene sulla questione arsenico anche il tribunale ordinario di Mantova con la sentenza dell’11 febbraio 2014 che riconosce il diritto ai ricorrenti.
Un pronunciamento per certi versi storico perché andrà a creare un precedente a livello nazionale.
Senza tener conto di quanto sta accadendo, a Viterbo la società che gestisce il servizio idrico, non solo ha aumentato negli ultimi anni il costo delle tariffe dell’acqua di circa il 60 %, ma nell’incontro di febbraio scorso in cui i componenti del comitato “Non ce la beviamo” hanno chiesto la riduzione delle bollette, i vertici di Talete hanno comunicato candidamente la loro indisponibilità, rimandando le responsabilità ai sindaci dei comuni e agli altri soci.
Nel frattempo la società-carrozzone, per far cassa, sembra abbia avviato una serie di distacchi dei contatori ai cosiddetti morosi includendo tra questi anche cittadini che non hanno pagato una semplice bolletta o che, addirittura avevano concordato con la stessa Società un piano di rateazione.
Anche il sindaco Michelini , che il 14 dicembre aveva comunicato pubblicamente di aver scritto a Talete una richiesta di riduzione delle tariffe dell’acqua, ora fa marcia indietro e all’incontro del 25 febbraio con il comitato “Non ce la Beviamo” , oltre ad annunciare che sarebbe partito a giorni il rifornimento porta porta di acqua dearsenicata a disabili ed anziani di cui ad oggi non si ha traccia, ha , inoltre, dichiarato che non sarà possibile ridurre le bollette, semmai si sarebbe impegnato a bloccare i nuovi aumenti.
Così cittadini “cornuti e mazziati”, si domandano quanto sia tollerabile ancora questo atteggiamento da parte delle istituzioni.
Il comitato “Non ce la beviamo” ritiene arroganti e inaccettabili le risposte avute fino ad oggi. Domani consegnerà a Talete le ulteriori firme raccolte per diffidare la società e, nel frattempo, invita il cda di Talete e tutti i soci, con particolare riferimento al sindaco di Viterbo e al presidente della Provincia che, insieme, detengono il 50% delle quote, a rivedere le proprie posizioni al fine di evitare una serie di contenziosi di cui sarebbero evidenti e colpevoli le responsabilità.
Il comitato “Non ce la beviamo”
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY