![]() Alceste Grandori- Prima comunione con don Serafino Pierotti, don Pietro Schiena e don Pietro Innocenti |
Viterbo – Quarant’anni fa, esattamente il 7 marzo del 1974, moriva don Alceste Grandori, ordinato sacerdote il 20 settembre 1902, grande amico e educatore di diverse generazioni di giovani viterbesi.
Nato nel 1880, dopo aver compiuto gli studi di ginnasio, liceo e teologia al seminario di Viterbo, all’età di 26 anni, inizia la sua prima attività cittadina con i giovani riorganizzando la congregazione Mariana che era stata fondata precedentemente da don Pietro La Fontaine (futuro cardinale patriarca di Venezia e suo padrino nella cresima).
L’8 dicembre 1907 inaugura le due squadre sportive viterbesi “Robur” e “Viterbium” e successivamente allestì una palestra con diversi attrezzi ginnici in piazza san Leonardo. In località Arcionello, nei pressi dell’attuale via Genova, acquistò un terreno per ricavarne un campo sportivo, utilizzato anche per corse di cavalli.
Per informare i viterbesi delle attività sportive pubblico, inoltre, anche il giornale periodico mensile “Robur”.
Intorno al 1909 acquistò un proiettore con il quale ogni settimana era proiettato un film in una sala nei pressi della chiesa di San Sisto.
Dal 15 luglio 1913 il sacerdote “industrioso più che ape per attrarre i giovani” inizia il rapporto con Zefferino Bentivoglio, il suo collaboratore più stretto, che gli rimarrà vicino incessantemente fino al 1974. Era lui che controllava i ragazzi durante le ore di svago.
Nel 1915, agli inizi della Prima Guerra Mondiale, è nominato vicario ed economo presso la parrocchia di Santa Maria Nuova. Tre anni dopo, a guerra finita, avvia la scuola di catechismo presso la vicina chiesa del Gonfalone.
Nel 1920 don Alceste è nominato parroco di San Leonardo dove si trova a gestire anche l’annessa Pia casa di San Giuseppe dove si svilupperanno anche tutte le altre sue molteplici attività. Da subito sono molte centinaia i bambini viterbesi, da 6 a 10 anni, che, a rotazione e divisi per parrocchia, frequentano la sua “sala giochi” e la sua scuola di catechismo in preparazione della prima comunione.
Nel 1923 fonda il gruppo scoutistico viterbese “Fortitudo” Vt2°, fatto sciogliere dal fascismo nel 1928, ricostituito nel 1944 dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Guide ed esploratori esperti erano, tra gli altri, i giovani Petroselli, Compagnoni, Calandrelli e Ciorba che lasciarono poi il posto di comando, successivamente, al professor Casciani.
Nel 1924 fonda la casa editrice “Crp – Cultura religiosa popolare”, per pubblicare i suoi albi catechistici illustrati, che dal 1925 saranno stampati dalla sua nuova tipografia che prenderà il nome di “San Leonardo”. Tutto il nuovo macchinario, con “mettifoglio automatico”, trovò posto nel piano terreno della Casa di San Giuseppe
Sue prime pubblicazioni, tra le altre, sono: “Voce amica”, “La storia sacra” in due volumi, “La vita di Gesù” in due volumi, “Vita di San Benedetto abate”, “Vita di Santa Giacinta Marescotti”, “Vita di Santa Teresina del B. Gesù”, “Vita di Donna Maria Benedetta Frey” “Le grandezze di Dio”, “La redenzione”, In viaggio verso l’eternità”, “La legge di Dio e della Chiesa”, e “Storia della Chiesa” in tre volumi.
“Le fonti della Grazia”, inoltre, era un’opera con le spiegazioni del catechismo composta da sei volumi. Molte delle illustrazioni furono realizzate dal noto pittore romano Giovanni Battista Conti su espresso suggerimento di don Alceste Grandori.
Nel 1928 costituisce l’associazione maschile di Azione Cattolica e apre l’oratorio che rimarrà aperto nei pomeriggi per tutti i ragazzi della città. Nel corso dell’anno acquistò anche un’autovettura Citroën, la terza circolante in Viterbo, per fronteggiare il trasporto dei libri fino alla stazione e per organizzare delle gite domenicali nei paesi della provincia con i ragazzi.
Dal 1930 al 1934, s’interessa anche della raccolta delle offerte per il restauro del santuario di Santa Rosa e per la copertura con lastre di piombo della sua cupola. Al termine dei lavori, nel 1935, pubblica il suo libro “Vita di Santa Rosa da Viterbo” edito dalla sua casa editrice.
Dal 1939, e fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, apre e organizza il ritrovo militare “Guido Negri” frequentato assiduamente da centinaia di militari provenienti dalle due principali caserme di Viterbo: il III° Reggimento Granatieri di Sardegna di Piazza della Rocca e gli avieri dell’aeroporto Tommaso Fabbri.
Durante la guerra, a seguito dei devastanti bombardamenti, viene colpita e gravemente danneggiata anche la chiesa di San Leonardo. Don Alceste, per far fronte alle spese necessarie per il restauro, è costretto a vendere la sua tipografia.
Nel 1945 realizza il suo libro intitolato “Ai miei amici comunisti. Lettera aperta del sac. Alceste Grandori ai viterbesi”.
Nel 1947 inizia la costruzione della Casa del catechismo, che sarà completata nel 1952, che rimarrà attiva per tutte le parrocchie viterbesi fino al 1965. Molte le attività ricreative a culturali organizzate al suo interno. Il geniale sacerdote mise in piedi una vera e propria “fabbrica di giochi”, con tanto di macchinari di sua invenzione. Nel tempo libero, inoltre, si pitturavano mattonelle decorative, si fabbricavano maschere di cartapesta per il carnevale, si allevavano bachi da seta, si confezionavano corone per il rosario, si realizzavano bandierine colorate con i ritagli di carta della tipografia e tante altre cose.
Nel 1948 pubblica il suo manuale di radiestesia “I prodigi del pendolo” che gli procurerà anche delle critiche, da più parti, specialmente negli ambienti cattolici, per aver sconfinato, dalla religione, nel campo del paranormale, dell’esoterico e dello scetticismo scientifico. Insieme al libro era venduto anche il pendolo che, come scritto sulla copertina, “trova, discerne, identifica, anche a grande distanza”.
Altri volumi a carattere scientifico editi dalla sua casa editrice sono: “Dalle creature a Dio” due volumi sulla vita degli animali e “I cieli narrano la storia di Dio” che trattava di astronomia.
Nel 1961 don Alceste riacquista una nuova macchina tipografica che poi viene da lui rivenduta nel 1968.
Nel 1972 pubblica il suo ultimo libro di catechesi “Le origini della vita e dell’universo”.
Don Alceste Grandori muore il 7 marzo 1974, all’età di 94 anni, e viene sepolto all’interno del Santuario di Santa Rosa.
Silvio Cappelli
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