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Viterbo - Provincia - Con l'arrivo di Piazzai (Pd), sottoscritta da 10 consiglieri - Crisi profonda, l'Ncd insiste: tre assessori e la giunta a cinque

Presentata la mozione di sfiducia per Meroi

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L'assessore Costa e il presidente Meroi

L’assessore Costa e il presidente Meroi

Tolmino Piazzai in consiglio provinciale

Tolmino Piazzai in consiglio provinciale

Consiglio provinciale

Consiglio provinciale

Viterbo – (g.f.) – “La reputazione è bella che compromessa”.

Arriva il momento d’affrontare la situazione politica in consiglio provinciale e il capogruppo Pd Federico Grattarola ci va giù pesante nel ripercorrere le vicende che hanno segnato l’attività a palazzo Gentili, con una crisi che non si risolve, spaccature fra i partiti di maggioranze che hanno portato il presidente Marcello Meroi a nominare quattro assessori tecnici revocando la giunta politica.

Da quel momento le settimane sono passate senza che i partiti del centrodestra siano riusciti a venirne a capo.

Con la prossima abolizione dell’ente provincia, si balla sul Titanic. Ma stamani il capogruppo Ncd Bruno Capitoni ha finalmente svelato quale sia il vero problema in provincia. Altro che politica, la colpa è dei soliti giornalisti che travisano la realtà.

“Il Nuovo centrodestra – spiega Capitoni – non chiede la giunta a sei, ma a cinque e vuole la riduzione dei compensi. Siamo stati noi ad aprire la crisi, non capisco perché gli organi di stampa diano un’immagine assurda della situazione.

Non c’è chiusura su una giunta a cinque, ma la volontà di trovare una soluzione su una giunta tecnica che non abbiamo mai condiviso”.

Poi, però, sempre dall’Ncd interviente Bruni, ha una tesi diversa: “La colpa è dei politici – osserva Bruni – questa è l’ultima amministrazione provinciale eletta dai cittadini, dobbiamo lasciare un buon ricordo”. Troppo tardi.

Fuori dall’aula del consiglio Laura Allegrini (Ncd) entra più nello specifico.

“Il Nuovo centrodestra chiede una giunta a cinque – osserva Allegrini – in cui ci siano tre nostri assessori e altri due. Perché in consiglio Ncd ha sei rappresentanti.

La rimanente parte della maggioranza sono in sette. A loro spettano due assessori, hanno già il presidente del consiglio e pure il presidente Marcello Meroi, che è di Forza Italia, sicuramente non del Nuovo centrodestra. I numeri parlano chiaro, c’è poco da discutere”.

Infatti la discussione sulla situazione politica si chiude in fretta e furia. Si vogliono tutti bene. Peccato che subito dopo, quando si tratta di eleggere il rappresentante al Cal regionale, il consigliere Felice Casini dell’Udc, tutto il gruppo del Nuovo centrodestra si alza ed esce.

Casini è eletto in una votazione lampo, con parte del centrodestra fuori. Otto voti a favore e cinque astenuti, una votazione bizzarra. Qualcuno, seppure presente, non ha votato. La minoranza chiede il numero legale, non c’è. Seduta sospesa e alla ripresa manca ancora. Tutti a casa.

Per Alessandro Angelelli (Pd) la misura è colma: “Sono indignato – spiega Angelelli – certe cose si vedono solo qui dentro, c’è un limite a tutto.

Si mette in votazione la nomina di un consigliere, non si capisce chi vota e chi no, c’è un fuggi fuggi, se la maggioranza non riesce a nominare nemmeno un membro del Cal Lazio, mettiamoci la parola fine”.

Ci proverà la minoranza a staccare la spina. Con l’arrivo di Piazzai ci sono le dieci firme necessarie per la mozione di sfiducia che è stata presentata al presidente del consiglio.

Sarà pure vero, come qualcuno fa notare dalla maggioranza, che nel centrodestra in provincia c’è pure chi si impegna, cerca una soluzione, lavora per il bene dell’ente. Senz’altro. Ma rimane pur sempre impossibile far passare lo stucchevole gioco sui numeri, basato sul fatto che siccome un gruppo ha x consiglieri deve avere y rappresentanti in giunta.

Non farebbero una migliore figura alzando bandiera bianca, lasciando al loro posto la giunta tecnica?

Invece, si va avanti a colpi di peggiore politica, espressa nel momento in cui l’ente ha tanti problemi da risolvere e soprattutto si trova in scadenza. Fra un anno la provincia di Viterbo non ci sarà più. Qualcuno forse ancora non l’ha capito. 


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28 marzo, 2014

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