Viterbo – Un anno fa, anzi, un anno, fa. Anche una virgola fa la differenza quando si tratta del bilancio di 365 giorni di governo in regione e per l’incontro a Viterbo, Nicola Zingaretti non lascia niente al caso per far sapere che la sua amministrazione fa (Fotogallery: Un anno di Zingaretti in regione).
Se per caso la sala convegni alle Terme fosse stata un po’ più piena, non avrebbe spostato di una virgola il programma, ma probabilmente avrebbe fatto più felici presidente e consiglieri regionali al tavolo: Enrico Panunzi (Pd) e Riccardo Valentini (Per il Lazio), insieme al segretario provinciale Sel Paola Marchetti, i colleghi Democratico Andrea Egidi e Psi Aldo Filosa.
La scaletta prevede prima i sindaci, a cominciare da quello di Viterbo Leonardo Michelini. Bene la legge sulle terme, meno il problema dei rifiuti, quindi Mauro Mazzola, primo cittadino di Tarquinia anti burocrazia, chiede di snellire le procedure e passare ai comuni competenze regionali.
Poi tocca a Luciano Cimarello da Montefiascone, quindi Alberto Bambini da Acquapendente.
In sala amministratori, sindacati e associazioni di categoria, oltre ovviamente a politici. Con una sorpresa, Francesco Battistoni, ex Pdl e un ritorno, Giuseppe Parroncini, ex consigliere e assessore regionale Pd.
A un anno dal voto, più gioie che dolori per Zingaretti. Che a microfono spiega un concetto che oggi sembra fantascienza: “La buona politica esiste – dice Zingaretti – e a qualcuno je rode.
In un anno ci siamo dati da fare. Abbiamo ereditato dieci miliardi di debito finanziario che ci costa ogni anno 900 milioni di rate per il mutuo, su una spesa annua di un miliardo e novecento milioni per la spesa.
Ci siamo trovati dodici miliardi di debito commerciale verso comuni e province, le borse di studio agli studenti non pagate da quattro anni, non perché non ci fossero i soldi, ma perché non erano proprio in bilancio”.
Il presidente parte dai numeri “Abbiamo intaccato il debito commerciale – spiega Zingaretti – impedendo che centinaia d’imprese fallissero. Nel 2016 il nostro bilancio sarà in attivo e questo attraverso tagli alla spesa improduttiva e ai costi della politica”.
I pagamenti alle imprese nel settore sanità ora sono passati a novanta giorni, da 254 e da mille a cinquecento negli altri settori.
A dicembre si dovrebbe scendere a 354 giorni. Poi le venti nuove leggi varate, i soldi fatti arrivare ai comuni, la sanità, in sofferenza a causa delle macroaree che hanno danneggiato la Tuscia.
Ma adesso, promette il presidente, si torna a investire a Viterbo, a cominciare dalle case salute: “Che però – precisa Zingaretti – non sono piccoli ospedali, ma strutture d’integrazione socio sanitaria.
In generale, noi non risolveremo tutti i problemi in cinque anni, ma a fine mandato sono certo che potremo tornare nei posti che abbiamo visitato e dire che stiamo mantenendo gli impegni”.
Dal canto suo, il consigliere Panunzi ha un chiodo fisso, completare la Trasversale: “L’ho percorsa con l’assessore Refrigeri – ricorda Panunzi – se non si porta a compimento, non ci sarà un futuro e un modello di sviluppo per il territorio”.
Dal suo punto d’osservazione ricorda il lavoro fatto, la recente legge sull’acqua e come la regione si debba impegnare per facilitare l’operato di cittadini, operatori e imprese.
Il suo collega Riccardo Valentini è certo che è stata messa in piedi una macchina che sta cominciando a funzionare, a partire dal tema che scotta, come i rifiuti. “Oggi sono tutti trattati – osserva Valentini – e non vanno più in discarica e stiamo investendo fortemente sulla raccolta differenziata”.
Giuseppe Ferlicca
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