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Cultura - Viterbo - Questa domenica, 6 aprile, la passeggiata guidata da Antonello Ricci nella fortezza - Partenza alle 10 in via Ferroni - L'evento sarà seguito da una troupe della Rai

La villa dei misteri di madonna Cornelia e le politiche culturali…

di Carlo Galeotti
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Bianca – Nanni Moretti
Viterbo - Riscoperta la misteriosa villa di Madonna Cornelia - Il dio delle acque

Viterbo – Riscoperta la misteriosa villa di Madonna Cornelia – Il dio delle acque

Viterbo - Riscoperta la misteriosa villa di Madonna Cornelia - Il leone

Viterbo – Riscoperta la misteriosa villa di Madonna Cornelia – Il leone

Viterbo - Riscoperta la misteriosa villa di Madonna Cornelia

Viterbo – Riscoperta la misteriosa villa di Madonna Cornelia – Ercole uccide Esione sorella di Priamo

Viterbo - Riscoperta la misteriosa villa di Madonna Cornelia e la fortezza

Viterbo – Riscoperta la misteriosa villa di Madonna Cornelia e la fortezza – Esione sorella di Priamo

Viterbo - Riscoperta la misteriosa villa di Madonna Cornelia

Viterbo – Riscoperta la misteriosa villa di Madonna Cornelia

Viterbo - Riscoperta la misteriosa villa di Madonna Cornelia

Viterbo – Riscoperta la misteriosa villa di Madonna Cornelia

Viterbo - Riscoperta la misteriosa villa di Madonna Cornelia - Il fauno

Viterbo – Riscoperta la misteriosa villa di Madonna Cornelia – Il fauno

Viterbo –  A due passi dalle mura castellane una villa che, se fosse stata in qualsiasi altra città, sarebbe stata meta di pelligrinaggi. La villa-fortezza di madonna Cornelia è una riscoperta a dir poco incredibile. Certo diversi viterbesi più o meno sapevano delle sua esistenza, ma un bene culturale di questo livello esiste solo se inquadrato storicamente e filologicamente in modo adeguato. Se inserito correttamente in una trama storico-culturale. Ma forse in maniera ancora più significativa esiste, se compare nell’immaginario, nella mappa mentale dei gioielli di famiglia di una intera città e non solo.

La villa-fortezza non era in questa mappa mentale e quindi in realtà rischiava anche la scomparsa fisica.

Ancora una volta dobbiamo ad Antonello Ricci, ma anche a Marilisa Biscione, che ha inquadrato scientificamente la questione, e alla cortesia dei proprietari, un recupero dal dimenticatoio di uno dei gioielli della città.

Intanto a costoro va detto grazie. Un grazie per noi e per i nostri pronipoti che forse in questo modo potranno vedere e fruire di questa piccola meraviglia architettonica e anche naturale. Con le sculture eseguite sulla pietra viva e  la fortezza che sorge su uno spuntone di roccia. Uno spettacolo delle natura e dell’uomo. Ancora grazie, quindi.

Ma la vicenda non può non far riflettere su cosa si vuol dire quando si pronuncia la parola “cultura”. Quando si dice che con la “cultura si mangia e può vivere una economia”. Di questo sono più che convinto. Ma va detto che in un mondo globalizzato, la vera forza culturale di luoghi come Viterbo e la sua straordinaria provincia non sta nello scimmiottare in malo modo manifestazioni che in altri luoghi vengono realizzate con ben altre risorse e con ben altra perizia e raffinatezza. Ma bisogna capire che la via principale è quella di vendere al mondo le proprie originalità, le proprie caratteristiche iscritte nel Dna di una città e di una provincia.

Insomma, sul mercato globale si vince col lardo di Colonnata e le lenticchia di Castelluccio di Norcia, non con l’imitazione maldestra, fatta in casa con le cartine, dello champagne.

Per avere un esempio, basta ricordare il festival delle luci made in Tuscia. Qualcosa di improponibile.

E allora va detto che di questo filone centrale di politica culturale che potrebbe avere risvolti turistici non indifferenti, Antonello Ricci, magari con l’aiuto di qualche editore sensibile come Ghaleb, è un vero protagonista.

Basterebbe aggiungere alla miscela un po’ di comunicazione di livello, la capacità di creare l’evento mediatico e un bel pezzo di strada vera, verso una città che vive di turismo e cultura, sarebbe stato fatto.

Ma questo sarebbe possibile solo se in questa città e in questa provincia ci fosse qualcuno che si occupasse seriamente di politiche culturali. Programmando, valutando, scegliendo. Ma purtroppo siamo rimasti alla distribuzione a pioggia di mille piccoli contributi. Che non servono alla città e alla provincia, ma qualche voto lo portano. E allora come diceva Moretti in Bianca: “Continuiamo così! Facciamoci del male”.

Consoliamoci con Antonello Ricci che darà vita tra poche ore alla passeggiata dentro la villa-fortezza di madonna Cornelia. Una passeggiata che inizierà alle 10 di questa domenica 6 aprile e che vedrà la presenza di una troupe di Rai Tre, guidata dal giornalista Nazzario Basili, che realizzerà un servizio per il Settimanale, rubrica del Tgr Lazio, che andrà in onda sabato prossimo alle 12,25.

Come dire che ci vogliono dei romani per capire le bellezze di Viterbo e il lavoro culturale di Antonello Ricci.

Carlo Galeotti


– fotocronaca slideshow video


“Ci vediamo da Madonna Cornelia”

L’appuntamento è per domenica 6 aprile alle 10 in strada Cassia Sud ai piedi dell’ufficio postale, all’imbocco di Via Ferroni a Viterbo.

Davide Ghaleb editore e la Banda del racconto presentano “Ci vediamo da Madonna Cornelia”, passeggiata/racconto nel dimenticato insediamento di Ponte dell’Elce (XII-XVI secolo) di e con Antonello Ricci “pillole” storico-artistiche di Marilisa Biscione e Giuseppe Romagnoli con la partecipazione di Pietro Benedetti.

Divagazioni su e giù per i saggi di Marilisa Biscione

“L’insediamento in località ponte dell’Elce: analisi del complesso architettonico medievale e rinascimentale» e «Contributo allo studio topografico del suburbio di Viterbo tra medioevo e prima età moderna: la valle del fosso Roncone», Studi Vetrallesi 15, pp. 30-36 e 55-56 (Davide Ghaleb editore 2006)

Biglietto: acquisto di un libro a scelta dal ricco catalogo di Dg editore

Evento realizzato in collaborazione con Museo della Città e del Territorio e Paper Moon, agenzia viaggi e T.O.


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5 aprile, 2014

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