Viterbo – A Bagnoregio Francesco Bigiotti, a Civitella d’Agliano Giuseppe Mottura e a Castiglione in Teverina ancora Mirco Luzi. Sono solo alcuni dei nomi, legati al Pd, che concorreranno per le imminenti elezioni amministrative. Le anticipazioni sono state elencate questa mattina dal segretario provinciale del Partito democratico, Andrea Egida.
“Di 27 comuni che andranno al voto – spiega il segretario – dodici sono diretti da giunte di centro sinistra e quindici da centrodestra. Dei dodici di centrosinistra otto sono a guida diretta del Pd. Complessivamente, sette sono al secondo mandato, di questi cinque a guida centrosinistra”.
I candidati sindaci del Pd Gianluca Angelelli (Civita Castellana), Pietro Soldatelli (Nepi), Aldo Moneta (Canepina), Mirco Luzi (Castiglione in Teverina, terzo mandato grazie al decreto Delrio), Caterino Donati (Vejano), Andrea Di Virginio (Piansano), Mario Fanelli (Capodimonte), Giuseppe Mottura (Civitella d’Agliano), Marco Bianchi (Celleno), Marco Paolocci (Bassano in Teverina), Paolo Valeri (Villa San Giovanni in Tuscia), Giovanni Giuliani (Onano), Sandra Pandolfi (Calcata).
I candidati sostenuti dal Partito democratico Aldo Madonna (Orte), Antonio Quattranni (Bolsena), Sandro Giglietti (Monterosi), Romina Picchioni (Ischia di Castro), Anselmo Uzzoletti (Graffignano), Anna Maria Zannoni (San Lorenzo Nuovo), Gianni Gasparri (Monteromano), Massimo Biagini (Farnese), Luigi Buzi (Gradoli) e Felice Nicolai (Tessennano).
Da questo quadro rimangono fuori Tuscania, Grotte di Castro, Cellere e Bagnoregio. Su Bagnoregio Il Pd avrebbe deciso di sostenere il sindaco uscente Francesco Bigiotti, su Grotte di Castro e Cellere la discussione è ancora aperta ma senza particolari problemi. L’esatto contrario di quello che è invece sta succedendo a Tuscania. Qui è saltata la candidatura di Ferindo Palombella, il segretario locale si è dimesso e il Pd sta ancora lavorando per recuperare il recuperabile.
“Il lavoro è stato faticoso – dice il segretario Egidi – ma positivo, abbiamo costruito liste competitive che mostrano ampie aperture alla società civile. Segno evidente che il Pd guarda a tutta la società senza farsi legare troppo dai rapporti privilegiati che aveva solo con alcuni gruppi come i dipendenti statali o gli insegnanti. Oggi in lista ci sono professionisti, imprenditori e uomini e donne del mondo dell’agricoltura, settori un tempo trascurati. Ci confermiamo quindi come l’unica forza politica in grado di essere in campo su tutti i 27 comuni. Nonostante per me questo sia il turno di elezioni amministrative più complesso dal punto vista della costruzione delle alleanze. Il quadro politico nazionale è chiaro a tutti, alleanze diverse e gruppi politici che spariscono non ci hanno messo nella migliore condizione per lavorare”.
Chiuse le liste per le comunali il Pd si concentra sulla campagna elettorale. “E’ ovvio – continua – che sarà legata al destino di ogni singola realtà, tenendo a mente però il quadro di riferimento: ovvero la nostra presenza in Regione e l’esperienza di governo di Matteo Renzi. Il tema principale sarà l’Europa e le opportunità di sviluppo per il territorio legate alla stagione del fondi 2014/20. Dobbiamo essere consapevoli che i fondi europei rappresentano l’unica grande opportunità di sviluppo concreto per la Tuscia. Per fare questo tipo di campana elettorale abbiamo chiesto la disponibilità della capolista alle elezioni europee Simona Bonafè , con cui lavoreremo”.
Il destino delle elezioni amministrative dei 27 comuni, infatti, si incrocia con l’Europa e non solo per la campagna elettorale improntata dal Pd, ma soprattutto perché il 25 maggio si voterà anche per eleggere i rappresentanti italiani al parlamento di Strasburgo.
“Anche questo – dice ancora Egidi – è un voto complesso e difficile rispetto a quelli precedenti. Per la prima volta la campagna elettorale dovrà entrare nel merito del concetto Europa. E per la prima volta l’esito del voto non andrà letto come test interno al Pd per misurare le forze. Ma dovrà vi si dovrà leggere il destino stesso dell’Europa. Deve essere chiaro che queste elezioni servono a cambiare il destino dell’Unione europea, e mai come ora siamo nelle condizioni dare un contributo per cambiarlo, andando a incidere sulle scelte. Con queste elezioni possiamo segnare un cambio di marcia. E sminuire il dibattito parlando solo di nomi ha poco senso. A me basta – conclude – che il Pd, grazie a Matteo Renzi, sia chiaramente entrato nel Partito socialista europeo e lotti per incidere sulle scelte politiche ed economiche di tutta l’Unione”.
Maria Letizia Riganelli
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