Viterbo – Al comune torna la concessione per le acque termali alle Zitelle, la regione già un paio di settimane fa ha approvato il passaggio e adesso palazzo dei Priori potrà decidere il da farsi.
“Si tratta di dieci litri al secondo – ricorda l’assessore Antonio Delli Iaconi – la concessione torna al comune, nella richiesta dell’epoca l’amministrazione motivava la ragione spiegando che doveva servire alle ex Terme Inps, ma non si tratta di un vincolo. Il punto è che la concessione oggi ritorna al comune”.
Diverse le possibilità, provare a far ripartire il progetto Itet, uno nuovo o anche alle ex terme Inps, seppure questa strada sembra più complicata da percorrere. Diversi esponenti dell’attuale maggioranza, dai banchi dell’opposizione, avevano detto no al progetto dell’allora sindaco Giulio Marini, di concedere le acque per alimentare le ex Terme Inps.
Nel frattempo si lavora alla variante del piano per il parco agricolo termale archeologico, che oltre alla parte urbanistica, conterrà norme che tutelano l’uso delle acque termali.
“La concessione delle risorse minerarie – anticipa l’assessore Alvaro Ricci (Urbanistica) – inizialmente passerà attraverso una convenzione a tempo per le nuove iniziative imprenditoriali.
In pratica, la disponibilità delle acque viene data, ma con un termine. Ad esempio un anno e mezzo, entro il quale l’impresa che ha ottenuto la concessione, deve realizzare le strutture necessarie ad aprire l’impianto”. Se i tempi saranno rispettati, la concessione diventa definitiva.
In pratica si vuole evitare che una concessione mineraria sia assegnata e poi rimanga inutilizzata per decenni, dal momento che per un motivo o l’altro, la realizzazione dell’impianto non parte. Come accaduto per l’Itet tanto per fare un esempio.
“La giunta poi – continua Ricci – ha anche approvato una delibera con cui si chiede alla regione di affidare tutte le concessioni del bacino termale al comune, salvo ovviamente quelle rilasciate, perché è poi l’amministrazione, che in funzione degli investimenti sul termalismo le assegna.
Perché a livello locale il comune conosce meglio quali sono le esigenze degli imprenditori, compresi quelli che già hanno investito”.
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