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Viterbo – Ah Viterbo! La città del medioevo, la città degli antichi edifici, la città delle fontane… che cadono a pezzi.
E’ il caso della fontana di piazza san Faustino, una tra le più eleganti e belle della città.
Eppure, se ci si avvicina e la si osserva con attenzione, ci sono molte cose che non vanno e che, a dire la verità, suscitano anche molta amarezza.
Amarezza perché, come spesso accade, si ha tra le mani un tesoro unico al mondo e lo si lascia nella trascuratezza più totale (fotocronaca – slideshow).
Vengono studenti universitari da tutto il mondo a Viterbo, alcuni di loro ne studiano l’architettura urbana e trovano la città così.
La scalinata della fontana ha tutt’intorno una serie di colonnine tenute insieme da delle barre di ferro incastrate nella roccia che vanno a formare delle ringhiere.
O meglio. Delle barre che dovrebbero essere incastrate nella roccia.
Perché in realtà, quelle che si trovano verso l’edicola, si sfilano molto facilmente e rischiano di essere pericolose, specialmente per i bambini.
Per non parlare delle facce dei leoni da cui escono le cannelle dell’acqua (che sgorga poco o niente): presentano delle crepe molto grandi e in alcuni punti sembrano proprio sgretolarsi.
Uno dei leoni è sfigurato, con la mascella inferiore per metà totalmente staccata.
Nello stesso stato anche alcuni punti del fuso della fontana.
C’è una quasi totale invasione di melma e uno dei sampietrini nella piccola area intorno alla fontanella che si trova a lato della scalinata è completamente staccato.
Eppure qualche tempo fa la fontana non era forse stata adottata dalla consigliera Daniela Bizzarri? Con la promessa di prendersene cura?
“Aderendo all’iniziativa di Tusciaweb e accogliendo l’invito dell’amico Renzo Trappolini di adottare ogni consigliera una fontana di Viterbo – scriveva alla redazione lo scorso agosto -, ho deciso di prendermi cura della fontana di piazza San Faustino”.
“Perché – si legge ancora – adottare la fontana di San Faustino? Perché mi ricorda la mia infanzia, la mia adolescenza, lo stare seduta su quei gradini insieme ai tanti amici del quartiere”.
E’ arrivato il momento di far fruttare questa adozione perché la fontana ha decisamente bisogno della sua madrina.
O, più semplicemente – anche se a Viterbo il “semplicemente” non esiste – trovare qualcuno che se ne prenda cura, punto.
Elisa Cappelli
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