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Viterbo - Il capo clan, imputato per le stragi di Falcone e Borsellino, protesta per il rapido trasferimento dall'Aquila

Il boss Madonia portato a Viterbo senza poter prendere nulla

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Il carcere di Mammagialla

Il carcere di Mammagialla 

Viterbo – Il boss Salvatore Madonia trasferito a Viterbo, in regime di 41 bis, senza poter prendere nulla. Il capo clan, imputato per le stragi di Falcone e Borsellino, durante una video conferenza ha protestato contro il rapido trasferimento dall’Aquila.

L’occasione delle sue rimostranze è stata l’apertura del  processo “Borsellino quater”, il 22 aprile scorso, in cui è imputato davanti alla Corte di assise di Caltanisseta.

“Non mi è stata inviata – ha detto Madonia collegato in videoconferenza da Viterbo – nemmeno la biancheria. Sono stato preso dall’Aquila e portato a Viterbo senza poter prendere nulla. Questa documentazione – ha proseguito il boss – mi serve urgentemente per predisporre, insieme al mio legale, oltre che la mia linea difensiva anche la lista testi per il processo che prenderà il via il 23 maggio sulla strage di Capaci”.

Madonia è infatti tra gli imputati anche del nuovo processo per l’attentato in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta.


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25 aprile, 2014

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