![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
(f.b.)- Negozi chiusi, tricolori con il nastro nero alle finestre e un fiume di occhi lucidi.
A Caprarola ieri pomeriggio il dolore era nell’aria (fotocronaca – L’arrivo – Il dolore di parenti e amici – I funerali di Stato – Roberto torna a casa – Addio Roberto – video * Il funerale a Caprarola *L’arrivo della salma a Roma).
Non solo dentro la chiesa nella quale si sono svolti i funerali privati del primo caporalmaggiore Roberto Marchini. Non solo nella piazza dove era stipato quasi tutto il paese. La sofferenza era ovunque. Quell’atmosfera surreale metteva i brividi anche a chi Roberto neanche lo conosceva.
“Roberto è morto mentre stava facendo il suo lavoro – ha detto durante l’omelia il parroco don Mimmo Ricci -, ma non solo. Roberto è morto mentre cercava di salvare altre vite.
Il mio lavoro, la mia missione ora è quella di consolare i suoi cari, di spiegare a tutti voi che quel ragazzone dal cuore d’oro è in Paradiso. Queste parole possono sembrare vuote, ma non lo sono. Roberto vive e sarà sempre con voi”.
Alla cerimonia funebre, celebrata nella chiesa della Madonna della Consolazione, c’erano tutti. I genitori di Roberto, sua sorella, gli amici, i colleghi, le autorità, i conoscenti più lontani. Tutti uniti in una sofferenza silenziosa, rotta solo dai singhiozzi e dagli applausi scroscianti che hanno più volte acclamato il feretro.
Un’amica ha letto poche righe in ricordo del giovane parà. “Eri pieno di vita – ha detto con la voce rotta dal pianto -. Non ti fermavi mai. Credevi nel tuo lavoro e lo facevi con passione senza stancarti mai. Ora quel lavoro ti ha portato via a pochi giorni dal tuo compleanno”.
Roberto, infatti, sarebbe rientrato in Italia proprio in queste ore per trascorrere una licenza a casa in attesa di festeggiare i suoi 28 anni il 21 luglio. Non ha fatto in tempo. Non ci è riuscito. Una violenta esplosione lo ha fermato a migliaia di chilometri da casa, in una terra lontana dove cercava di salvare vite umane insieme ai suoi colleghi.
“Roberto è per tutti noi un eroe – è intervenuto il sindaco Eugenio Stelliferi –. Caprarola ha subito una grave perdita, ma nessuno lo dimenticherà mai. Il suo sacrificio non sarà vano”.
Al funerale, presieduto dal vescovo Romano Rossi, hanno partecipato le maggiori autorità locali. Alcuni sindaci della Provincia, il presidente della Provincia Marcello Meroi, i consiglieri regionali Parroncini e Battistoni, il segretario del Pd Andrea Egidi e al cimitero, la salma è stata omaggiata anche dalla governatrice del Lazio Renata Polverini.
Poco prima dell’uscita della bara dalla chiesa il parroco ha invitato tutto il paese a rivolgere un lungo applauso ai familiari di Roberto. “I genitori e la sorella del giovane parà – ha concluso don Mimmo – vogliono ringraziarvi per l’affetto e la vicinanza che avete dimostrato in questo tragico momento, ma noi dobbiamo ringraziare loro per la forza con la quale hanno accolto il dolore e la fede con la quale continueranno ad amare Roberto”.
Sul sagrato, mentre il feretro avvolto dal tricolore scendeva lentamente i gradini della chiesa, un piccolo gruppo di parà lo ha salutato con un grido: “Folgore!”
A quel grido la piazza è esplosa in un altro applauso. Poi, con gli occhi lucidi, gli amici più stretti di Roberto si sono aggiunti ai suoi colleghi per portare insieme la bara fino al cimitero.
Caprarola, tutta Caprarola, l’ha seguita fin lì in una processione lenta e silenziosa.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY