Montalto di Castro – “Le liste d’attesa sono una questione ignobile”.
Forse non conoscerà a fondo la situazione della Asl a Viterbo, di sicuro il ministro alla Salute Beatrice Lorenzin sa quanto in media chi si rivolge alla sanità pubblica per una visita specialistica, deve attendere. Troppo.
Ieri a Montalto di Castro al complesso San Sisto, dove ha incontrato un gruppo di volontari, ha detto la sua. Senza girarci troppo intorno (fotocronaca).
“Più lunghe sono le liste d’attesa – ha detto Lorenzin – più grandi sono le incapacità delle aziende. Esiste un piano nazionale per le liste, l’abbiamo dovuto redigere.
Ci sono situazioni per cui non è possibile far attendere i pazienti. C’è la legge, grave che non sia applicata”.
A Montalto, dove non ancora ministro veniva a trascorrere periodi di vacanza, torna con il sindaco Sergio Caci. In una giornata che è iniziata dall’ospedale di Civitavecchia, per proseguire nella Tuscia.
Racconta come al San Paolo ci siano in dialisi persone anche di 93 anni. “Fino a poco tempo fa era impensabile – osserva il ministro – oggi le nuove tecniche consentono notevoli passi in avanti.
Questo fa schizzare verso l’alto i costi del sistema sanitario. Perciò dobbiamo programmare, evitare sprechi e puntare all’efficienza”.
Regola d’oro, soprattutto nel Lazio. “Nella regione c’è stata un’esplosione della spesa sanitaria, ma al tempo stesso dei disservizi. Oggi è in atto un piano di rientro, ma ci vorrà molto tempo”.
Per potenziare la sanità sul territorio, la soluzione è scontata: “Ci vogliono i soldi, che vanno recuperati ed essere reinvestiti”.
A salutare il ministro, Maria Antonietta Russo, responsabile a Viterbo dell’Ncd, il sindaco di Cellere Leandro Peroni, quindi il direttore della As Viterbo 2 Fabiola Cenci, cui si è aggiunto Alfredo Antoniozzi, europarlamentare.
Dal pubblico diverse sollecitazioni per Lorenzin, che ha tentato di rispondere, anche se in alcuni casi ha ammesso: “Quello che mi chiedete andrebbe domandato ad assessori regionali e comunali”.
Sulle prenotazioni per visite specialistiche, invece, una risposta la fornisce: “Dove possibile, vanno fatte fare online, via telefono o in farmacia. E’ tutto pianificato. Ci sono aziende che non lo fanno, altre sì. Chi lo fa, va spinto a fare meglio e chi non lo fa, deve attrezzarsi”.
Quindi il suo sogno in corsia: “Chissà se me lo lasceranno fare – conclude Lorenzin – ma penso che i tempi siano maturi per passare dal posto letto alla prestazione, come unità di misura di ogni struttura sanitaria.
Significa andare verso un’organizzazione più sofisticata e più vicine alle esigenze dei cittadini”.
Giuseppe Ferlicca
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