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Viterbo - Elezioni Europee - Alle Salus Terme Tajani e Gasparri (Forza Italia), ma al centro dell'attenzione ci sono ancora M5s e il premier

Grillo come Stalin, Renzi un bugiardo

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Antonio Tajani

Antonio Tajani

L'incontro con Tajani e Gasparri

L’incontro con Tajani e Gasparri

Tajani e Arena

Tajani e Arena

Maurizio Gasparri

Maurizio Gasparri

L'incontro con Tajani e Gasparri

L’incontro con Tajani e Gasparri

L'incontro con Tajani e Gasparri

L’incontro con Tajani e Gasparri

Mario Lega e Maurizio Gasparri

Mario Lega e Maurizio Gasparri

Viterbo – (g.f.) – Grillo come Stalin, Renzi bugiardo.

Al “capo” del Movimento 5 stelle e al premier in questi giorni staranno fischiando le orecchie molto spesso. Sono i bersagli preferiti di politici, tanto di destra, quanto di sinistra, a di passaggio a Viterbo per campagna elettorale. Ultimo in ordine di tempo, Antonio Tajani, capolista per Forza Italia alle Europee.

Alle Salus Terme, raduno azzurro pomeridiano. Folto il tavolo. Il primo a parlare è l’europarlamentare uscente. “Grillo come Stalin ha detto che se dovesse vincere processerà tutti – dice Tajani – Renzi invece, promette e non mantiene” (fotocronaca).

Poi mette in guardia: “In Europa il Movimento 5 stelle sarà ininfluente, perché si aderisce ai gruppi, non c’è un’opposizione vera e propria e loro non si sa cosa faranno”.

A presentare gli ospiti, Giovanni Arena, che per l’occasione si prende da Giulio Marini l’appellativo di Pippo Baudo.

Ci sono Fabio Armeni, candidato sostenuto da Tajani, Andrea Ronchi, Francesco Aracri, i locali Ubertini, Urbanetti e Contardo.

Quindi una staffetta. Tajani finisce l’intervento e se ne va per proseguire il suo tour elettorale. Sostituito da Maurizio Gasparri, vice presidente del Senato, che arriva poco dopo.

In sala, più di trecento persone.

“Sono qui – osserva Tajani – per dirvi non quello che faremo, ma gli impegni portati a termine, in Europa, dalla direttiva sui ritardi nei pagamenti, ai 150 miliardi d’investimenti per le imprese al ritorno del Made in Italy, ai provvedimenti per il turismo, con i fondi pure per la via Francigena.

E se dobbiamo parlare di quello che faremo, c’è il cambio di politica monetaria e del trattato che dà il potere alla Banca Centrale Europea, non si deve occupare solo d’inflazione, ma deflazione. Stampare moneta, come hanno fatto Giappone e Usa, che sono usciti dalla crisi”.

Quindi torna su Berlusconi vittima di un complotto internazionale, poi parte l’endorsment per Fabio Armeni. Che dal canto suo ricorda che l’Europa da oltre ottocento giorni non ha fatto nulla per aiutare a riportare in Italia i marò.

Maurizio Gasparri, presentato come vice presidente del Senato, ma soprattutto con il titolo di grande amico della Tuscia, parte da Grillo: “Se gli dessero le chiavi dell’Italia – osserva Gasparri – scapperebbe”.

Ricorda la lungimiranza del cavaliere nel voler trattare e tenersi buono Gheddafi: “Hanno criticato la tenda beduina – ricorda Tajani – ma meglio la sua tenda diecimila d’immigrati che arrivano in Italia.

Oggi che si dovevano valutare le conseguenze del dopo GGheddafi lo dice anche il Corriere. Berlusconi tre anni fa. Ai rifugiati va garantita accoglienza, ma i clandestini sono altra cosa”.


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22 maggio, 2014

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