Viterbo – Regolamento asili nido, l’approvazione, cominciata male è finita peggio.
Al termine di una seduta fiume di consiglio comunale, alle 15.30 arriva il voto finale.
Approvato a maggioranza. Con il no dell’opposizione e quello di Marco Ciorba (Oltre le Mura), che si sfila dalla maggioranza votando contro.
Un regolamento contestato dal centrodestra, ma con più di un mugugno pure in maggioranza. I commenti dell’opposizione al momento delle dichiarazioni di voto, sono eloquenti.
Santucci (Fondazione): “Peggiorativo”. Buzzi: “Non ci sono errori, ma orrori”. Ubertini: “Non piace a nessuno”.
Un via libera che arriva a colpi di maggioranza, con il centrosinistra che cambia il testo rispetto a quello deliberato dalle dieci sedute di commissione.
Provocando la reazione nel centrodestra. Ubertini (FI) e Buzzi (FdI) non parteciperanno più alle riunioni dei capigruppo. Inutili. Perché quello che si decide ogni volta, poi è disatteso.
Per come il dibattito è stato portato avanti, non proprio una bella pagina d’amministrazione, non esattamente un bel dibattito.
Nel più totale caos, con la maggioranza in bambola, l’opposizione che la fa da padrona nel contestare, neanche punto per punto, ma riga per riga, tutto il documento.
Dopo dieci commissioni, consigli convocati, saltati, rinviati, è stato muro contro muro. Il dibattito va avanti con toni accesi, reciproche accuse e un centrosinistra allo sbando, incapace di portare avanti una linea coerente.
Difficile esserlo, quando l’intesa non c’è nemmeno al proprio interno. In una delle innumerevoli soste, fra consiglieri Pd e assessore Fersini gli animi si scaldano.
Lo scontro raggiunge il suo apice quando si discute del verde che ogni asilo deve avere in fase di valutazione della struttura.
Il centrosinistra propone che valga il 40% sul totale. Alla fine l’articolo viene emendato. Nel concedere il via libera alle strutture, l’area esterna varrà “fino” al 40%. Sottigliezze.
Tutto il resto è ricompreso nel rimanente 60 per cento: mensa, alimentazione, aggiornamento educatrici, progetti come quelli rivolti a disabili.
Per Luigi Maria Buzzi (FdI) la sproporzione è evidente. Senza considerare la situazione attuale: “Nove asili sono fuori norma con questa scelta? Nessuno ha controllato? I 240 bambini presenti in queste strutture non potranno più andarci”.
Senza considerare come in centro strutture con ampi spazi esterni non ce ne sono molte, quindi gli asili si trasferiranno fuori le mura.
Si arriva alle 14.15. Il dibattito va a rilento, così l’assessore Fabrizio Fersini stralcia una parte degli articoli ancora d’approvare.
“Un comportamento indegno – reclama Buzzi – l’assessore ha creato un clima tra maggioranza e opposizione, mai creato prima”.
E nel merito: “Per scelta politica – incalza Buzzi – la maggioranza decide di regolamentare queste strutture addirittura senza autorizzazione sanitaria.
Zona franca pure i servizi domiciliari per i bambini. Incredibile”. Tutto stralciato.
Ma ormai la maggioranza ha ingranato la marcia. Non ce n’è per nessuno. L’ora di pranzo è passata da un pezzo. Quindi, bocciato pure l’osservatorio. “Sarebbe tornato utile – precisa Buzzi – in una fase transitoria d’applicazione del regolamento”.
Alla fine Gianluca De Dominicis chiosa: “Ogni volta le vostre beghe politiche – osserva il consigliere 5 Stelle – prevalono sul ragionamento democratico e sulle regole. Avete annullato le norme, quelle sul reddito, per esempio non saranno rispettate. Come potrò d’ora in poi continuare a credere alle vostre proposte?”.
Giuseppe Ferlicca
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