– Giorno dopo giorno stanno quasi arrivando al termine gli Educamp del Coni la cui data di chiusura sarà il 23 luglio prossimo.
Sono settimane intense e ricche di attività per i piccoli partecipanti a questa costruttiva esperienza di crescita.
La giornata è scandita ed articolata attraverso un fitto programma che il presidente del Coni Livio Treta ha minuziosamente predisposto con tutto lo staff, per consentire ai ragazzi di praticare sport ed attività all’aria aperta e a contatto con la natura e con il mare.
“Dopo la sveglia e la prima colazione – spiega Livio Treta – i ragazzi trascorrono la mattinata tra la spiaggia e la pineta, immersi nell’ameno e piacevole ambiente marino dove svolgono le varie attività e praticano le varie discipline come pallavolo, calcio e beach soccer, pallacanestro, tennis e beach tennis badminton, ping pong/biliardino e atletica: 4 specialità lungo-peso-lancio-velocità e inoltre “Giochi Senza Frontiere” giochi sportivi tradizionali in cui i ragazzi imparano e rivivono le antiche tradizioni ed i vecchi giochi di un tempo.
Non appena terminato il pranzo – prosegue il presidente del Coni – dopo un po’ di riposo con l’animazione nei bungalow della struttura che li ospita dell’Europing Village di Riva dei Tarquini, tutti in piscina a praticare il nuoto sotto lo sguardo attento e vigile dei tecnici e degli educatori. Il pomeriggio vola, tutti impegnati in attività natatorie e ludiche dopo le quali i ragazzi si preparano per la cena e provvedono autonomamente anche alla sistemazione delle loro cose e alla loro igiene personale.
Terminata la cena – aggiunge – tutti insieme raggiungono la piazzetta del villaggio dove gli animatori li intrattengono con danza, musica e giochi vari, fino al momento della buonanotte. Così ha termine la lunga e intensa giornata dei ragazzi che insieme, fianco a fianco dopo le prime timidezze iniziali, vivono, socializzando giorno dopo giorno, un’esperienza che li renderà serenamente più forti e più autonomi nel rispetto degli altri e delle regole dettate sia dalla semplice necessità di convivere sia dai più alti valori derivanti dagli insegnamenti dello Sport, come il rispetto dell’avversario, il saper accettare con dignità le sconfitte, il saper vincere con classe”.
E proprio di questo parla Nuccio Chiossi, nella sua lettera aperta ai ragazzi, in occasione della visita del testimonial degli Educamp Andrea Di Luisa al termine di una delle settimane dei centri estivi del Coni. Il campione è stato infatti presente al momento finale di una delle settimane, il momento conclusivo e più importante.
Entusiasta dell’iniziativa per la sua valenza educativa e sportiva, ha voluto unire la sua immagine ad essa, garantendo anche la sua presenza per trasmettere un forte messaggio ai ragazzi sugli alti valori dello sport legati al rispetto delle regole e dell’avversario, indicandoli come vero e proprio stile di vita.
Di Luisa, campione italiano dei supermedi, titolo già difeso una volta alla cintura tricolore il mese scorso, ha aggiunto la prestigiosa Wbc International Silver Belt e ben impersona il modello da seguire per i ragazzi dell’Educamp, esempio che può trasmettere ai giovani quella costanza, quella forza di volontà e quella tenacia necessarie per arrivare, attraverso il percorso sportivo erto e pieno di sacrifici, all’ambita vittoria.
“Miracolo Educamp”, lettera aperta di Nuccio Chiossi ai ragazzi
Arrivano alla spicciolata, bambini e genitori. Spesso sono mano nella mano come per farsi coraggio a vicenda e non si capisce chi abbia più timore per il prossimo distacco se il bambino o il genitore.
Il rito dell’accoglienza avviene in modo cordiale e piacevole, i genitori che chiedono di tutto e il bambino lì immobile e in silenzio. Appena i genitori lasciano il Camp, tutto si trasforma ed inizia il “moto perpetuo” del gruppo dei ragazzi. La novità dei bungalow, dei nuovi compagni, degli educatori fa si che la zona a noi dedicata diventi un “formicaio impazzito”.
Bambini che corrono senza una precisa meta da un bungalow all’altro, entrano nelle camere e ne escono gridando per ogni novità scoperta; si rincorrono, si incrociano, continuano a correre. Il grado di attenzione verso gli educatori è quasi nullo e dura al massimo qualche secondo, l’entusiasmo e la novità hanno il sopravvento su tutto.
Partenza. Sono passati appena sei giorni di convivenza e per i bambini ogni minimo invito da parte degli educatori o del direttore del Camp diventa un ordine, ma non per timore ma per la profonda consapevolezza che hanno acquisito attraverso una civile convivenza. I ragazzi ascoltano in religioso silenzio, intervengono uno alla volta, parlano a bassa voce, si aiutano da buoni amici, si incoraggiano e si applaudono al momento della premiazione.
Al momento dell’addio molti bambini si commuovono e piangono, chiedono ai genitori di rimanere un’altra settimana, tornano indietro per salutare di nuovo tutto lo staff. Miracolo Educamp! Grazie ragazzi, grazie educatori, grazie a tutto lo staff e grazie presidente del Coni di Viterbo per le emozioni che mi avete dato.
Il direttore dell’Educamp
Nuccio Chiossi
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