Viterbo – Abbiamo capito molto bene! Non volete costruire sulle “zone agricole di Prg” ma sul “suolo agrario” attorno alla città, non curanti delle possibili conseguenze e del suo valore paesaggistico.
Gli ambiti territoriali di intervento destinati alla riqualificazione a e al riordino del tessuto urbano individuati nella bozza di delibera al vaglio della terza commissione ricomprendono vaste aree di territorio assolutamente prive di patrimonio edilizio e tessuto urbano da riordinare.
In particolare:
– Il primo quadrante verso nord comprende oltre ai quartieri di Santa Barbara, Villanova e Teverina vaste aree non edificate dal punto di vista urbanistico destinate nell’ambito del Prg vigente a “servizi e attrezzature pubbliche e a parco pubblico” (Zone “F”), l’area di rispetto della superstrada, oltre che la zona direzionale “G1” di piazza d’Armi (a destinazione direzionale e non residenziale) anch’essa quasi totalmente non edificata;
– Il secondo quadrante verso ovest comprende zone di recente edificazione con immobili ancora in corso di costruzione quali il “Polo Nord” oltre ad una vasta area non edificata di elevato pregio ambientale, nonché storico-testimoniale ed archeologico, che dal punto di vista urbanistico rientra nell’ambito della zona “F1” del campus universitario (servizi e attrezzature pubbliche a livello territoriale);
– Il terzo quadrante comprende il quartiere Carmine, Ponte dell’Elce e una vasta area a destinazione agricola di P.R.G. a ridosso del già realizzato programma integrato di Ponte dell’ Elce.
Non si comprende pertanto come possa l’assessore all’urbanistica affermare che “a Viterbo la stagione del cemento è finita e che “sulle zone agricole non si costruirà più” quando gran parte delle aree interessate dagli ambiti di intervento riguardano il suolo agrario non edificato.
Gran parte delle suddette aree sono classificate come zone “F” (servizi pubblici, privati e parco pubblico) ma di fatto, non essendo mai state attuate, costituiscono il suolo agricolo intorno alla città anche se rientrano nell’ambito del perimetro urbano disegnato dal piano regolatore.
La mancata attuazione di tali zone adibite a servizi e attrezzature pubbliche, che peraltro ha comportato una significativa carenza degli standard previsti dal D.M. 1444/68 rispetto all’edificato, come riportato dal dirigente del settore urbanistica nella relazione sullo stato di attuazione del Prg, non significa che l’amministrazione possa con una delibera stabilire la crescita della città su tali aree senza una preventiva analisi delle reali esigenze.
Quello che con chiarezza emerge è che si vuole pertanto andare avanti con una ormai insostenibile crescita a macchia d’olio in cambio di una serie di opere di urbanizzazione finalizzate soltanto alla edificazione delle suddette aree senza una preventiva attività di pianificazione, fondamentale per la riuscita di qualsiasi progetto di sviluppo della città.
Alla luce di quanto evidenziato la Fondazione ingegneri e architetti liberi professionisti rivolge all’assessore all’urbanistica le seguenti domande:
– perché la bozza di delibera propone di applicare l’art. 7 della L.R. 13 agosto 2011 numero 10 riguardante espressamente il rinnovo del patrimonio edilizio e il riordino del tessuto urbano attraverso interventi di sostituzione edilizia, su ambiti territoriali che risultano in gran parte non edificati?
– dato che si afferma che “l’età del cemento è finita”, perché nella bozza di delibera non viene espressamente indicato che negli ambiti individuati saranno possibili solo interventi di sostituzione edilizia e di riordino del tessuto urbano esistente come prevede il succitato articolo” 7”?
– perché il cambiamento della città si intende imporlo dall’alto senza prevedere processi partecipativi degli interessati dei cittadini e degli operatori del settore?
– come intende l’amministrazione ovviare alla riduzione degli standard urbanistici che erano stati previsti dal Prg vigente conseguente all’edificazione a fini residenziali delle aree destinate a servizi e attrezzature pubbliche?
– quali sono i criteri con cui sono stati individuati i tre ambiti di intervento proposti nella bozza di delibera?
Fondazione architetti ingegneri
Sezione provinciale di Viterbo
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