Viterbo – Minacciata, derubata e costretta a prostituirsi. Indagati in cinque.
La squadra mobile di Viterbo ha notificato nei giorni scorsi un avviso di conclusione delle indagini con avviso di garanzia a carico di cinque persone di nazionalità rumena, indagate per rapina e sfruttamento della prostituzione in concorso.
Le indagini sono partite diversi mesi fa. Ad agosto del 2013 una donna italiana ha sporto denuncia in Questura raccontando di essere stata vittima di una violenta rapina in casa propria.
Il reparto investigativo, sulla base di quanto emerso, ha iniziato da subito una delicata e riservata attività sul territorio per ricostruire l’accaduto e individuare gli eventuali responsabili.
Dai primi accertamenti è subito emerso che a rapinare la donna sarebbero stati in tre: un uomo e due donne, tutti rumeni, che erano entrati nell’abitazione della vittima con il pretesto di avere un rapporto sessuale a pagamento. Ma l’uomo non si sarebbe accontentato del sesso.
Con l’aiuto delle due donne, avrebbe spintonato la ragazza e minacciato di accoltellarla, per poi chiederle di consegnargli il denaro. Lei cercava di dimenarsi e di difendersi, ma lui per bloccarla l’avrebbe spinta sul letto, premendole più volte il cuscino sulla faccia, mentre le complici chiudevano le finestre per evitare che qualcuno sentisse le urla.
Gli uomini della mobile, guidati da Fabio Zampaglione, sono riusciti tramite un riconoscimento fotografico a individuare una delle due donne che il 15 ottobre del 2013 è stata sottoposta a fermo di polizia giudiziaria.
Proseguendo con le indagini gli agenti sono arrivati prima ad identificare gli altri due che si erano introdotti in casa della donna, poi a scoprire un’altra coppia di rumeni, che avrebbe aiutato gli altri tre a organizzare e favorire la prostituzione della ragazza italiana, fornendole supporto logistico in casa loro, procurandole clienti anche attraverso internet e, infine, facendosi consegnare una parte dei guadagni.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il marito di quest’ultima coppia di coniugi avrebbe promosso, con le stesse modalità, anche la prostituzione della propria moglie.
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