Roma – Riprenderà domani, giovedì 26 giugno, la discussione generale in Consiglio regionale sulla proposta di legge della Giunta sulla nuova spending review del Lazio, vale a dire la proposta di legge regionale n. 147.
I lavori dell’Aula riprenderanno alle 12, come ha annunciato il presidente del Consiglio regionale, Daniele Leodori, a conclusione della sessione odierna.
Una volta conclusa la discussione generale, riprenderà la parola per la sua replica l’assessore al Bilancio, Alessandra Sartore. In tutto sono stati presentati 3.824 emendamenti. Il termine per la presentazione dei subemendamenti è stato fissato per le ore 18 di domani.
“Mi scuso se non mi assocerò al clima da paradiso terrestre con il quale avete dipinto questa manovra”.
Con queste parole ha iniziato il suo intervento il vicepresidente del Consiglio regionale, Francesco Storace (La Destra), secondo il quale il tratto distintivo di questa manovra è la parola “comandare”, espressione di una Giunta “che pensa di potere andare avanti governando a colpi di nomine, a colpi di arbitrio nei confronti di una minoranza che se ha perso le elezioni non ha perso il diritto a controllare quello che accade in Regione.
Purtroppo – ha proseguito Storace rivolgendosi al presidente Zingaretti – , è una cultura del dominio che caratterizza la vostra parte politica. ‘Comandare’ è una parola, ‘governare’ è un’altra”.
Dello stesso parere Pietro Dipaolantonio (Ncd) secondo il quale “questa è un’amministrazione che, settimana dopo settimana, sta diventando una sorta di satrapia, in cui c’è un centro fortissimo che comanda e governa, o governa e comanda, e una serie di appendici sempre meno necessarie e sempre più residuali”.
Nel corso della discussione generale dall’opposizione si sono levate numerose critiche alle modalità con cui la Giunta interviene nei più disparati campi attraverso un solo provvedimento, detto anche “collegato alla finanziaria”, composto da 47 articoli.
Per Olimpia Tarzia (Lista Storace), “siamo di fronte a un oggetto non identificato, a una sorta di Ufo legislativo”.
“Dopo mesi e mesi di discussione – ha proseguito la consigliera Tarzia – ci viene presentato un testo che rimescola un po’ le carte, toglie qualche briciola da una parte per darla all’altra”, ma che, nonostante la promessa nel titolo, in realtà non contiene alcuna disposizione “a sostegno delle famiglie”.
Secondo Luca Gramazio (Pdl-FI), più che di un “collegato” o di un “milleproroghe”, questo provvedimento dà l’idea di un “milletoppe”, definizione quest’ultima che piace anche a Fabrizio Santori (Gruppo misto), mentre per Valentina Corrado (M5s), una legge che doveva essere collegata alla manovra di bilancio “ci troviamo qui nella veste di decreto omnibus”.
La consigliera Corrado ha ricordato il suo voto contrario al provvedimento in commissione Bilancio, sottolineando che “accanto alle disposizioni in materia di entrata, ci troviamo disposizioni in materia di sanità e servizi socioassistenziali che, a nostro avviso, meriterebbero una disciplina ad hoc e un’analisi e un approfondimento nelle competenti commissioni”.
Benché definita spending review da questa maggioranza, trattasi di legge omnibus anche per Marino Fardelli (LcB-Udc), “o calderone, anche alla luce di alcuni emendamenti presentati dalla maggioranza in zona Cesarini”.
Anche Giancarlo Righini (Fli) si è unito al coro “di coloro che hanno contestato l’impalcatura di questa proposta di legge n. 147”.
“Ovviamente, – ha dichiarato Pietro Sbardella (Gruppo misto) nel corso del suo intervento – anche in questa occasione, come nelle migliori tradizioni, quello che doveva essere un collegato, è una collazione dove troviamo mele, pere, cavoli, banane eccetera eccetera”.
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