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Viterbo - Umberto Cinalli (Sel) replica alle dichiarazioni del direttore del Jazz up festival sulla cultura

“Alibrandi dice scempiaggini”

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Umberto Cinalli, Sel

Umberto Cinalli (Sel) 

Viterbo – Riceviamo  pubblichiamo – “Lo stato non deve essere visto come un qualcosa che deve dare a tutti, ma piuttosto come un’impresa che crea benefici. Lo stesso deve accadere a livello locale. Pur di organizzare ci si sente legittimati a chiedere. Il comune, invece, in un’ottica imprenditoriale, deve dare in base al ritorno economico per la città, per i cittadini.” (direttore organizzativo del Jazz up Carlo Alibrandi – Viterbo 27 giugno 2014)

La differenza tra un impresario e un operatore culturale è tutta qui: il primo ragiona plausibilmente in termini quantitativi (il pubblico, il fatturato) il secondo in termini di accesso (tutti hanno diritto al sostegno per attività culturali).

Io aggiungerei che ne ha diritto soprattutto chi – rivolgendosi anche ad un pubblico “più piccolo” – garantisce la nascita di nuovi processi culturali.

Alibrandi ha il diritto di dire quello che pensa, così come io penso di avere il diritto di dire che lui afferma una emerita scempiaggine e una stupidagine colossale.

Il pubblico non può agire come un impresario bensì come il più “puro” e trasparente e inclusivo e degli operatori culturali.

Umberto Cinalli
Sel Viterbo

 


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27 giugno, 2014

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