Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Abbiamo letto con attenzione la Carta di Pisa, un documento che impegna gli amministratori pubblici al rispetto delle norme del proprio ruolo, onde evitare il conflitto di interessi, garantire il rispetto del mandato, il rapporto con le altre forze politiche e la condivisione, trasparente e puntuale, del proprio operato con la cittadinanza.
Come Movimento cinque stelle troviamo condivisibile quanto riportato sulla Carta di Pisa anche se il nostro codice etico è spesso anche più rigido.
Ad esempio la condivisione dell’operato dei nostri portavoce comprende la remissione del mandato alla decisione dell’assemblea cittadina. Siamo quindi favorevoli all’adozione della Carta di Pisa per gli amministratori del Comune di Viterbo, ma solo nel caso in cui questa adesione sia volta in senso generale al rispetto delle sue importanti norme di principio e non sia piuttosto intesa come arma da rivolgere contro un singolo elemento.
Ci riferiamo ovviamente alla nota diatriba interna alla maggioranza che vede accusato di conflitto d’interesse il presidente del consiglio comunale.
Seppur concordi con l’inopportuna carica politica ricoperta da Filippo Rossi, esponente del gruppo comunale di Viva Viterbo all’evento organizzato da un gruppo della minoranza, non vorremmo che fosse esclusivamente questo episodio ad aver tirato nuovamente in ballo la Carta di Pisa.
Avremmo gradito sentire i capigruppo di Pd e di Oltre Le Mura parlare di questo documento anche in occasione della nomina dell’assessore Barelli alla cultura, oppure nel sottolineare altre posizioni particolari all’interno di giunta e consiglio comunale.
Ricordiamo infatti come i principi stabiliti dalla Carta di Pisa entrerebbero probabilmente in contrasto con la posizione dell’assessore Delli Iaconi per quanto concerne la questione di Tuscia Expo e con quella di alcuni consiglieri comunali per l’epilogo della nota vicenda Cev. Il primo infatti è stato sia presidente che membro del cda di Tuscia Expo e si trova oggi a gestire le sorti della società per cui i soci, tra i quali compare il Comune, avevano già disposto la liquidazione.
Per i secondi invece potrebbe essersi determinata una posizione di incompatibilità del proprio mandato. Chiederemo quindi durante la discussione della Carta di Pisa, che i suoi principi vengano applicati a tutti gli amministratori del Comune di Viterbo senza distinzioni di appartenenza politica.
L’immagine della politica deve finalmente cambiare a vantaggio di una totale trasparenza. Vanno quindi eliminate tutte quelle situazioni che possono dare adito al minimo dubbio ed è proprio in questa direzione che procede la Carta di Pisa.
Movimento 5 Stelle Viterbo
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