Viterbo – (g.f.) – C’è Samia, velocista somala, la cui corsa finisce in uno dei viaggi della speranza verso l’Italia, c’è Lisario, una bella addormentata atipica, narcolettica a comando, o Ivo, ingegnere in tempo di pace, c’è la storia di un uomo che può essere quella di tutti e c’è un padre infedele (fotocronaca).
Personaggi di fantasia o esistiti davvero che ieri hanno preso vita nella serata di Caffeina dedicata ai cinque libri finalisti e ai loro autori, del premio Strega.
Giuseppe Catozzella, con Non dirmi che hai paura, Antonella Cilento, con Lisario o il piacere infinito delle donne, Francesco Pecoraro, con La vita in tempo di pace, Francesco Piccolo, con Il desiderio di essere come tutti.
Il quinto è di Antonio Scurati, Il padre infedele, che ieri sera non è potuto essere presente.
Sul palco di piazza san Lorenzo Giorgio Nisini a presentare la cinquina d’autori, con il pubblico che ha già nominare il proprio personale vincitore, mentre quello ufficiale sarà decretato il 3 luglio.
E il giorno dopo sarà di nuovo a Viterbo.
Giuseppe Catozzella, con Non dirmi che hai paura, fra tutti è il racconto più emotivamente forte.
Samia è un’atleta somala, partecipa alle olimpiadi di Pechino, una storia non comune, che avrà una conclusione tanto tragica quanto purtroppo comune ad altri suoi connazionali. La morte nel tragitto che la porta in barca verso l’Italia.
“Ho conosciuto i suoi genitori – ricorda Catozzella – attraverso i loro occhi ho conosciuto Samia, attraverso le sue lettere.
La storia era talmente potente che andava raccontata da lei, in prima persona”.
Sul palco, a sfogliare con Nisini le opere in concorso, la giornalista Francesca Barra, le letture di Annalisa Canfora e Raffaello Fusaro e le musiche di Dueottavi.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY