Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Avviato un importante scavo archeologico condotto dall’Università e dalla Soprintendenza

Gli Etruschi a Soriano nel Cimino

Condividi la notizia:

Soriano nel Cimino

Soriano nel Cimino

–  La soprintendenza per i beni archeologici dell’etruria meridionale e il dipartimento di scienze dell’antichità dell’università di Roma “La Sapienza” hanno avviato, con la collaborazione e il sostegno del Comune di Soriano nel Cimino, la terza campagna di scavi archeologici sulla sommità del Monte Cimino.

Gli scavi condotti da archeologi dell’Università e della Soprintendenza, della società cooperativa Matrix 96, e da studenti dell’università La Sapienza di Roma sono attualmente in corso e stanno portando alla luce importanti testimonianze archeologiche.

Lo stesso nome del progetto “In vetta alla Tuscia prima degli Etruschi” definisce gli obiettivi della ricerca che si prefigge di indagare le evidenze archeologiche presenti sul Cimino anche per ricostruire il processo che sfociò nella formazione della civiltà etrusca.

Le testimonianze archeologiche del Monte Cimino sono note fin dalla fine dell’ottocento, ma per oltre un secolo non sono stati effettuati scavi per comprenderne la natura e il significato.

Le ricerche effettuate in questi ultimi anni hanno permesso di comprendere che l’insediamento era suddiviso in due parti: una sommitale costituita da una sorta di “acropoli” fortificata con una cinta muraria, e una seconda costituita da un pianoro basale, molto più esteso, anche esso difeso da una imponente cinta.

L’occupazione dell’insediamento iniziò probabilmente già prima del 1500 a.C, ma le strutture murarie furono costruite verosimilmente nell’età del bronzo finale (ca 1150 -950 a.C.) e sono ancora conservate in altezza per molti metri. Successivamente furono riutilizzate dagli Etruschi, soprattutto al tempo della guerra con Roma che interessò in particolar modo proprio la Selva Cimina.

Sul pianoro sommitale, proprio in corrispondenza con la vetta del Cimino (1053 slm), da dove si dominava l’intera Etruria meridionale, sono emerse testimonianze strutturali che fanno pensare ad un uso cultuale di questa specifica area. Si tratta di un recinto di grandi pietre raccordato con un muraglione in pietrame che recinge una piccola area di alcune decine di mq, nella la sequenza stratigrafica e i reperti archeologici sembrano indicare la realizzazione di ripetute azioni rituali.

Queste evidenze unite alla monumentalità e all’imponenza delle cinte e all’estensione del sito (complessivamente oltre i 5 ettari) fa ipotizzare che l’insediamento del Monte Cimino avesse un ruolo di particolare rilievo nel territorio della Tuscia nei secoli attorno al 1000 a.C. In quel periodo infatti tutto il territorio era occupato da una fitta rete di villaggi che probabilmente erano uniti in confederazioni tribali. In quest’ambito il Monte Cimino, per la sua particolare posizione orografica (si tratta della più alta sommità dell’Etruria Meridionale). doveva certamente rappresentare un punto di riferimento “politico” molto importante , forse anche per la presenza di aree di culto.

Attorno al 950 a.C. il Monte Cimino, come anche gran parte degli altri insediamenti del territorio, fu abbandonato, mentre contestualmente si andavano formando i grandi centri protourbani che due secoli più tardi diverranno le città stato etrusche. Per tali motivi le ricerche sul Monte Cimino assumono una rilevanza del tutto particolare per indagare i processi storici che portarono alla formazione della civiltà etrusca.

Oltre all’importanza dei dati archeologici e storici gli scavi del Monte Cimino stanno portando alla luce resti monumentali che costituiscono una straordinaria occasione di valorizzazione culturale e turistica del luogo, già noto per la splendida faggeta e per le testimonianze geologiche.

Il binomio natura e cultura rappresenta infatti una delle maggiori attrazioni per vasti settori di pubblico alla ricerca di nuove opportunità di conoscenza, che in questo caso sarebbero costituite da una innovativa occasione di valorizzare eccezionali testimonianze di 3000 anni fa in una cornice naturalistica di grande interesse e fascino.


Condividi la notizia:
23 luglio, 2011

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/congratulazioni-per-questo-meraviglioso-traguardo-raggiunto/