Viterbo – Sette opere per sette piazze.
Liberate dalle macchine, valorizzate con installazioni artistiche. L’idea è dell’associazione Egidio 17, che per San Pellegrino in Fiore ha posizionato l’opera di Massimo De Giovanni in piazza del Ginnasio.
All’assessore al Centro storico Alvaro Ricci l’effetto è piaciuto, tanto che quando si è trattato di mantenerla dopo l’iniziativa, ha approvato, rilanciando.
Non solo a piazza del Ginnasio, ma come proposto da Egidio 17, posizionarne sette, in altrettante piazze. Progetto che a palazzo dei Priori stanno portando avanti.
Ogni scultura è ideata per lo spazio destinato ad accoglierla e fa parte di un percorso unico.
Piazza della Morte, piazza del Gesù, ponte del Duomo, piazza del Ginnasio, piazza della Morte angolo san Bernardino, piazza Santa Maria Nuova, piazza San Carluccio, le zone designate, lungo un itinerario che guiderà il visitatore attraverso una riscoperta temporale e culturale, lungo i sette pianeti, che costituiscono la struttura del teatro di memoria, dispositivo elaborato nel corso del 500 e destinato ad avere una grande importanza nel nostro territorio.
Se ne è parlato anche durante un incontro serale a Caffeina. “Le opere – ricorda Ricci – rappresentanti i sette pianeti, non solo costituiscono un unicum, ma sono anche un percorso emozionale, che l’arte contemporanea è in grado di suscitare”.
Oltre all’opera di De Giovanni, artista di Viterbo, con Il Sole, gli interventi prevedono la collaborazione di Tommaso Cascella (Luna), Paul Wiedmer, che dagli anni Ottanta vive a Civitella d’Agliano, (Marte), Pasquale Altieri, artista che vive e lavora nel capoluogo, (Mercurio), Mario Ciccioli, di Tuscania, (Giove), Lidia Bachis (Venere), Stefano Di Maulo (Saturno).
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