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Viterbo - L'opera è del regista Federico Bruno

Pasolini, a Viterbo le riprese del film

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Iniziate le riprese del film “Pasolini, la verità nascosta” del regista Federico Bruno, il 4 luglio scorso negli studi cinematografici Studios International in via Tiburtina (ex De Paolis) al Teatro.

Una seconda fase di riprese avverrà in agosto a Roma e poi le riprese continueranno da settembre fino a dicembre, oltre che a Sabaudia, anche in alcuni luoghi della provincia di Viterbo.

La pellicola, prodotta dalla “Horizon Film” di Roma, uscirà sugli schermi il prossimo anno.

Le riprese in provincia di Viterbo potranno contare, tra gli altri, anche sulla collaborazione di Silvio Cappelli, autore di una pubblicazione “Pier Paolo Pasolini: dalla Torre di Chia all’Università di Viterbo” che ripercorre i rapporti fra il regista e il territorio viterbese.

Il film, ricostruisce l’ultimo anno di vita di Pasolini, durante il quale era impegnato nella stesura del libro Petrolio, rimasto incompiuto. Filo conduttore della narrazione è la denuncia che Pasolini fa del tentativo eversivo della destra economica italiana e della strategia della tensione.

Una studentessa spagnola, durante la preparazione della sua tesi di laurea, alla ricerca di fonti inedite, scopre, alla pari di un’investigatrice, che è sempre più verosimile l’ipotesi che lo scrittore friulano sia rimasto vittima di un complotto e che i mandanti e gli esecutori del delitto siano facilmente identificabili.

Il film ripercorre gli ultimi dieci mesi della vita del poeta a partire dal gennaio 1975 fino al giorno della sua morte avvenuta il 2 novembre successivo.

Il regista Fedrico Bruno afferma: “Non si tratta di uno scoop cinematografico. Nei due anni che ho impiegato a scrivere il film ha scovato migliaia di documenti, la gran parte dei quali inediti, che ho raccolto in 4.700 file, da cui ho tratto 320 pagine di sceneggiatura. Sono certo di aver individuato gli autori del complotto, che sono anche i mandanti del delitto, e gli autori materiali.

Dal giorno in cui è morto – prosegue il regista – sono molte le cose che ci sono state nascoste e con questo film le sveleremo. Pasolini era una persona che amava profondamente l’Italia e voleva salvarla dal degrado e dal consumismo. Aveva dato delle indicazioni su come uscire da quella situazione politica e per questo è stato ucciso”.

Chiunque fosse interessato a visitare il set principale che ricostruisce la casa di Pasolini all’Eur e la stanza di lavoro di Chia, può contattare la casa di produzione indicando anche il giorno in modo da ricevere il pass per l’entrata negli studi.


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24 luglio, 2011

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