Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – E’ un’ottima notizia quella che arriva dall’assemblea dei sindaci del 3 luglio 2014: l’assemblea ha infatti bocciato la richiesta di aumento tariffario dell’acqua proposto dalla società Talete.
Una decisione coraggiosa e di dignità da parte dei sindaci e anche del presidente della Provincia che hanno respinto la proposta anche alla luce del fatto che molte aree del territorio sono ancora senza acqua potabile per la presenza di arsenico.
Sono convinto che, a oggi, occorra cominciare a riflettere su una modalità di gestione che ridia ruolo e potere alle comunità locali e che abbia la forza di battere sia una gestione solo formalmente pubblica, sia gli appetiti privatistici, soprattutto romani, che sottendono alla proposta di un unico Ato per tutta la regione Lazio.
In questo senso la legge regionale approvata di recente, ancorché oggetto di contesa con il governo Renzi, può offrire spazi e risorse per un processo di ripubblicizzazione che metta al centro gli interessi delle comunità locali e che salvaguardi i livelli occupazionali oggi garantiti da Talete. Esperienze di altre zone d’Italia ci dicono che questa strada è non solo percorribile, ma anche dagli esiti positivi e vantaggiosi.
E’ comunque evidente che per quel che riguarda la provincia di Viterbo, qualsiasi discussione sugli assetti societari legati alla gestione dellâ’acqua, non può prescindere da una risoluzione quanto mai urgente del problema arsenico, la cui presenza impedisce ad intere realtà locali di accedere a risorse idriche potabili. Faremo la nostra parte, attraverso i nostri rappresentanti istituzionali, affinché la Regione centri al più presto l’obiettivo.
Giancarlo Torricelli
Coordinatore Sel Lazio
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