Vasanello – Giovedì 17 luglio prenderà il via la nona edizione di Ortaccio Jazz Festival che per quattro giorni porterà sul palco di Piazza Ortaccio i più bei nomi della scena jazz italiana.
La rassegna è organizzata dall’Associazione Culturale “Messico e nuvole” con il patrocinio della Regione Lazio, della Provincia di Viterbo e del Comune di Vasanello. La manifestazione sarà ad ingresso gratuito e tutte le sere offrirà la possibilità di degustazioni enogastronomiche in piazzetta in attesa dei concerti.
GIOVEDI 17 LUGLIO
Grande concerto d’apertura con Enrico Pieranunzi al pianoforte, Gabriele Mirabassi al clarinetto e Luca Bulgarelli al contrabbasso. Il trio, abbastanza eterogeneo per sensibilità, esperienza e cultura musicale si riunisce per festeggiare la casa discografica Egea, che all’inizio dello scorso decennio pubblicò l’album Racconti mediterranei un viaggio musicale dalle sonorità molto raffinate ed evocative. Diversi brani del cd colpirono l’attenzione del pubblico e tra questi Les Amants, composto da Enrico Pieranunzi, che diventò a suo modo una hit. Pieranunzi, Mirabassi e Bulgarelli si riuniranno per dar vita in concerto a Nuovi Racconti Mediterranei rinnovando così la magia di una musica dalla particolare intensità narrativa, in equilibrio tra mèlos mediterraneo e delicate improvvisazioni. In occasione del ventennale dell’Egea, Nuovi Racconti Mediterranei è diventato un cd che sarà presentato nel corso dell’edizione 2014 di Ortaccio Jazz festival.
Enrico Pieranunzi è da molti anni tra i protagonisti più noti ed apprezzati della scena jazzistica internazionale. Pianista, compositore, arrangiatore, ha registrato più di 70 CD a suo nome spaziando dal piano solo al trio, dal duo al quintetto e collaborando, con Chet Baker, Lee Konitz, Paul Motian, Charlie Haden, Chris Potter, Marc Johnson, Joey Baron. Ha portato la sua musica sui palcoscenici di tutto il mondo esibendosi nei più importanti festival internazionali, da Montreal a Copenaghen, da Berlino e Madrid a Tokyo, da Rio de Janeiro a Pechino. E’ l’unico musicista italiano di sempre ed uno dei pochissimi europei ad aver suonato e registrato (luglio 2009) nello storico “Village Vanguard” di New York. La prestigiosa rivista americana “Down Beat” ha incluso il suo cd “Live in Paris” tra i migliori CD del decennio 2000/2010.
Gabriele Mirabassi è un clarinettista italiano che si muove con uguale disinvoltura sia nella musica classica che nel jazz. Negli ultimi anni poi svolge una ricerca approfondita sulla musica strumentale popolare brasiliana e sudamericana in genere. Collabora con artisti di ambiti eterogenei, partecipando a progetti di teatro, danza, canzone d’autore, ecc… Le collaborazioni quindi nel corso degli anni sono state numerosissime. Nel jazz, fra i tanti Richard Galliano, Enrico Rava, Enrico Pieranunzi, Marc Johnson, John Taylor, Steve Swallow, Roberto Gatto, Rabih Abu Khalil, Edmar Castaneda. In Brasile: Guinga, André Mehmari, Monica Salmaso, Sergio Assad, Trio Madeira Brasil, Orquestra a Base de Sopro di Curitiba e molti altri. Nella musica classica: John Cage, Mario Brunello, Andrea Lucchesini, Marco Rizzi, Orchestra Filarmonica Marchigiana, Istituzione Sinfonica Abruzzese, Orchestra d’Archi italiana, Banda Sinfonica do Estado de Sao Paoulo, Ensemble Conductus, Orchestra Bruno Maderna ecc… Inoltre ha collaborato in vari ambiti (teatro, canzone d’autore, danza) con, per citarne solo alcuni, Gianmaria Testa, Erri De Luca, Ivano Fossati, Sergio Cammariere, Mina, Giorgio Rossi, David Riondino, Marco Paolini.
Luca Bulgarelli è un contrabbassista e compositore dotato di alta padronanza tecnica e ricca sensibilità espressiva. La critica lo ritiene uno tra i migliori giovani contrabbassisti in circolazione (usa anche il basso elettrico ed è attento agli strumenti digitali). Numerosi i suoi concerti nei più importanti jazz festivals italiani e internazionali: Perugia, Pescara, New York, Berlino, Amburgo, Lipsia, Parigi, Tel Aviv, Gerasulamme, Budapest, Pechino, Algeri, Montreal. Luca Bulgarelli ha collaborato con numerosi musicisti: i The Noisemakers del batterista Roberto Gatto, Enrico Pieranunzi, Maurizio Giammarco, Enrico Rava, Rita Marcotulli, Mariapia De Vito, Nicola Stilo, Rosario Giuliani, Gunther Schuller, Kenny Wheeler, George Garzone, Alain Jean Marie, Philip Catherine, Rick Margitza, Bob Mintzer, Daniele Silvestri, Beppe Servillo, Paola Turci e Sergio Cammariere.
VENERDI 18 LUGLIO
Il festival prosegue con un omaggio a Stan Getz che il giovane sassofonista Paolo Recchia ha voluto tributare ad un gigante della musica jazz. Three For Getz è il titolo del progetto in trio con Enrico Bracco alla chitarra e Nicola Borrelli al contrabbasso. I brani tratti dal vastissimo repertorio di Stan Getz vengono reinterpretati con originalità e carattere dai musicisti che brillano per l’affiatamento e la spiccata sensibilità musicale. Un progetto che potrebbe risultare presuntuoso ma che invece è frutto della curiosità, del desiderio di conoscere e di entrare in sintonia e in simbiosi con un artista che portò per primo in America la musica brasiliana, che fu fervido sostenitore della “Bossa Nova” e il precursore delle contaminazioni tra i generi.
Paolo Recchia nel 2003 partecipa al Premio Massimo Urbani vincendo una borsa di studio per Siena Jazz; nel 2004 riceve il 2° premio al Concorso Nazionale “Giovani Talenti del Jazz Italiano” a Piacenza e il “Premio Palazzo Valentini” al Festival “JAZZ&IMAGE” di Villa Celimontana a Roma. Trascorre un periodo a Parigi e lì suona con Laurent Coq, Alain Jean-Marie, Michel Rosciglione, Stephane Belmondo, Pierre Boussaguet, Remi Vignolo. Molteplici le collaborazioni con l’orchestra “Iodice&Corvini Roma Jazz Ensamble” e con la PMJO (Parco della Musica Jazz Orchestra) diretta da Maurizio Giammarco. Il suo esordio discografico risale al 2008 con “Introducing Paolo Recchia featuring Dado Moroni” per Via Veneto Jazz distribuzione Emi music che nel 2011 pubblica il secondo album di Paolo Recchia “Ari’s Desire” con ospite il noto trombettista Alex Sipiagin. L’album più recente del sassofonista Paolo Recchia si intitola“Three for Getz”, prodotto dall’etichetta giapponese Alboré Jazz (2013).
SABATO 19 LUGLIO
Come nella migliore tradizione del festival sabato a tutta orchestra! Quest’anno ad esibirsi sarà l’ensemble Orchestra Operaia del maestro Massimo Nunzi, un compositore affermato che dona la possibilità ai giovani talenti di scrivere e dirigere la sua orchestra. Il progetto nato più di un anno fa è coraggioso e al tempo stesso figlio dei tempi che vivivamo. Un laboratorio sperimentale che propone al pubblico musica libera da logiche commerciali e al di fuori dei circuiti tradizionali e istituzionali. “La nostra filosofia – dice Nunzi – sta nella condivisione di tutto: dai progetti ai compensi,. Siamo uniti soprattutto dall’amore per l’arte… I musicisti, qui, sono come operai superspecializzati. Si lavora a rotazione, come se fosse un’officina dove si forgiano le idee. Si torna insomma a quel rapporto con l’arte che è un ritorno all’essenza, fare l’artista per il piacere di farlo”. Insomma se c’è chi vorrebbe trasformare il piombo in oro ma non ci riesce, l’Orchestra Operaia invece trasforma il pop o il jazz in altro e ci riesce benissimo. Ascoltare per credere!
Massimo Nunzi Compositore, arrangiatore, musicologo e trombettista. Ha suonato come trombettista e arrangiato per e con, Chet Baker, Dizzy Gillespie, Umberto Bindi, Domenico Modugno, Dave Liebman, Don Cherry, Daniele Luttazzi, Corrado Guzzanti, Enrico Rava, Civica Jazz Orchestra, Lester Bowie, Orchestra della Rai Radiotelevisione Italiana, John Cage, Tino Sehgal (Leone d’Oro Biennale di Venezia 2013). Ha cominciato a scrivere per orchestra nel 1987 dirigendo l’Orchestra della Rai a 25 anni e poi ha fondato “Trombe Rosse”, da molti considerata una formazione rivoluzionaria, in cui hanno suonato moltissimi Maestri del Jazz, da Lester Bowie a Don Moye, Javier Girotto, Horacio Hernandez. Ha realizzato più di 50 spettacoli teatrali.
DOMENICA 20 LUGLIO
Chiusura del festival di notevole livello. Sul palco dell’OJ uno dei gruppi che più caratterizza la New Jazz Generation italiana . Insieme a Martux_m (nome d’arte del compositore, produttore, percussionista, sperimentatore dell’elettronica e sound designer Maurizio Martusciello) accompagnato dalla sua Crew, gruppo di lavoro stabile nato nel 2010 e costituito insieme a Zeno (aka Enzo Varriale) e Kocleo (aka Gianpasquale Rina), “un collettivo” che ha al suo attivo collaborazioni di grande prestigio, come quelle con Danilo Rea, Arto Lindsay e Markus Stockhausen, ci saranno il trombettista Fabrizio Bosso, musicista tra i più noti del panorama jazz internazionale, il sassofonista Francesco Bearzatti, nominato dall’Académie du Jazz Français come miglior musicista europeo 2011, e il pianista Paul Brosseau, grande protagonista della scena nu-jazz francese. “Imagine” è un progetto che nasce da alcune riflessioni sull’attuale condizione umana, riflessioni amare in quanto disegnate guardando il mondo attraverso le lenti di un testo portatore di speranza che risale a ben 42 anni fa, “Imagine” di John Lennon.
Un concerto che mescola, è proprio il caso di dirlo, affascinanti sperimentazioni elettroniche e suggestive sonorità jazz, in cui i dialoghi tra il sax di Bearzatti, la tromba di Bosso e il piano Rhodes di Paul Brousseau saranno vestiti dalle sfumature acide di Martux_m per dare vita ad atmosfere dense e travolgenti. Terza edizione del premio “Una frase per OJ” organizzato in collaborazione con la Scuola media statale di Vasanello. La frase selezionata è stata utilizzata come slogan della manifestazione. Il premio consiste nella stampa su tutto il materiale pubblicitario della frase vincitrice e in un’opera dell’ artista Anna Celestini concessa in gentile omaggio alla manifestazione.
Il concorso si è chiuso il 31 maggio 2014. La premiazione ci sarà giovedì 17 luglio sul palco di Piazza Ortaccio.
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