Roma – La Commissione europea apre una procedura d’infrazione sull’Italia per le alte concentrazioni di arsenico nell’acqua, in particolare nel Lazio.
Il disappunto dell’assessore Daniele Sabatini: “Non stupisce l’apertura della procedura d’infrazione da parte dell’Europa per l’alta concentrazione di arsenico nell’acqua – dichiara il consigliere regionale di Nuovo centrodestra in una nota -. Sotto i riflettori dell’Ue non a caso c’è il Lazio che sconta il dilettantismo e il pressapochismo con cui la giunta Zingaretti ha gestito un’emergenza su cui abbiamo più volte richiamato l’attenzione del governo regionale. La risposta è stata una disarmante superficialità”.
Sabatini continua: “La seconda fase degli interventi per portare i livelli di arsenico ai parametri indicati dall’Ue, vale a dire tra i 10 e i 20 microgrammi per litro, dovrebbero essere ultimati entro il 31 dicembre 2014 ma è difficile credere che si riesca a rispettare i tempi.
Da Bruxelles era già partita un’indagine ad aprile ed era inevitabile che arrivasse la procedura d’infrazione per l’Italia. Nonostante le interrogazioni, gli ordini del giorno, le preoccupazioni dei comuni e dei cittadini, la Regione Lazio ha perseverato in un atteggiamento lassista di cui oggi si pagano le conseguenze”.
“Non è stata presentata una proposta credibile e seria – dichiara Sabatini -, solo informazioni spesso vaghe e confuse che hanno messo in difficoltà le amministrazioni locali e lasciato le popolazioni coinvolte, soprattutto nel Viterbese e in parte della provincia di Roma, alle prese con l’acqua contaminata e rischi per la propria salute. L’apertura della procedura d’infrazione è l’inevitabile epilogo di una gestione maldestra di cui Zingaretti ora si assuma la responsabilità”.
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