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Cronaca - Nascetti: “Per prima cosa è necessario fare azioni per proteggere la spiaggia che sta subendo una forte erosione marina"

Rilancio litorale viterbese, l’Unitus in prima linea

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Giuseppe Nascetti

Giuseppe Nascetti 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – E’ stato firmato da Nicola Zingaretti presidente della Regione Lazio e da Antonio Rosati, commissario straordinario dell’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura nel Lazio, il protocollo d’intesa per la concessione da parte dell’Arsial in favore del Comune di Montalto di Castro, dell’area del litorale laziale di Pescia Romana.

Obiettivo: valorizzare l’area in questione attraverso opere di recupero ambientale finalizzate anche all’incremento del turismo sostenibile.

A spiegare i primi interventi necessari a rivalutare la zona del Tombolo è Giuseppe Nascetti dell’Università della Tuscia, ordinario di Ecologia del Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche dell’Ateneo che, fin dall’inizio, ha contribuito a offrire la sua visione strategica delle opere di recupero: “Per prima cosa è necessario mettere in atto azioni di protezione costiera che permettano il ripascimento della spiaggia che sta subendo una forte erosione marina – ha spiegato Nascetti – a seguire sarà necessario recuperare la vegetazione della zona dunale e retrodunale che, soprattutto per via delle attività antropiche incontrollate, è molto danneggiata”.

In nessun paese europeo c’è assenza di regole per accedere dalla pineta al mare, come nel territorio del Tombolo. Senza dubbio bisogna intervenire urgentemente per risolvere anche questo “problema”.

Per le opere di recupero dell’area costiera il progetto di ripascimento è già pronto: a realizzarlo vari ricercatori del DEB dell’Università della Tuscia. Ciò che bisogna attivare sono quindi i fondi regionali e l’ufficialità per dare il via ai lavori che, come ha dichiarato Nascetti, “potrebbero durare circa due anni”. Oltre alle risorse economiche della Regione, che attingerà a fondi europei, anche numerosi privati e imprenditori dell’area sono disposti a collaborare, anche economicamente, per rivalutare un’area che nulla ha da invidiare a quella della Maremma Toscana.

Università della Tuscia 


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14 luglio, 2014

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