Viterbo – “Sette mesi per un ecocardiogramma”.
E’ l’assurda storia di Mara Albano, 80enne di Viterbo, che nel richiedere un appuntamento al cup della cittadella della salute, si è sentita rispondere di ritornare a novembre per fissarlo eventualmente all’inizio del prossimo anno.
Un’attesa interminabile e pericolosa per chi, come lei, ha alle spalle un tumore al seno e deve periodicamente tenere sotto controllo le proprie condizioni di salute.
L’odissea di Mara Albano inizia a giugno quando, per la prima volta, è andata al centro di prenotazione. “Dovevo fissare un ecocardiogramma – racconta la signora -, ma mi hanno detto che le liste erano bloccate e che dovevo ripassare. Sono quindi tornata intorno alla prima settimana di luglio, per richiedere anche una gastroscopia, ma ho ricevuto la stessa risposta. Non lo credevo possibile per cui ho insistito e sono tornata di nuovo lo scorso lunedì”.
Uno choc le parole che si è sentita pronunciare. “Anche stavolta mi hanno detto non c’era posto e mi hanno chiesto di tornare a novembre per fissare la visita che sarebbe quindi slittata a gennaio o febbraio del nuovo anno. Da non credere, come si può andare avanti così. Sono malata da anni, ho subito due interventi per un tumore al seno e uno per un’emorragia cerebrale. Devo controllarmi ogni tre mesi, ma viste le condizioni mi sembra impossibile”.
Una soluzione, in realtà, le è stata prospettata. La signora, però, non è intenzionata ad accettare certe scorciatoie. “Mi è stato detto di farmi mettere l’urgenza sulla ricetta, perché così mi avrebbero fatto la visita nel giro di venti giorni. Un discorso che non mi è piaciuto affatto, perché nella mia condizione ci stanno tante persone e non mi sembra giusto usare certi mezzi per passare avanti agli altri”.
Mara Albano sarà costretta ad aspettare. In lei resta, per ora, solo l’amarezza di vedere come poco considerata sia la salute delle persone. “E’ una vergogna – conclude la signora -. Chi ha una pensione e non può permettersi visite a pagamento non è per niente tutelato. L’assistenza sanitaria è, invece, una priorità in un paese civile e il diritto alla salute deve essere garantito”.
Paola Pierdomenico
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