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Viterbo - Il presidente di Talete Marco Fedele fa chiarezza

“Lo sciopero proclamato? Solo un gesto di protagonismo”

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Il presidente di Talete Marco Fedele

Il presidente di Talete Marco Fedele 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo una lettera del presidente di Talete Marco Fedele al prefetto, al presidente della provincia e ai comune soci della Talete spa –

Con riferimento alla procedura di raffreddamento avviata dalle organizzazioni sindacali nei confronti della Talete SpA, e delle esternazioni lette sulla stampa negli ultimi giorni, ritengo doveroso offrire alcuni spunti di riflessione e chiarimento in merito.

Pur rispettando il diritto delle associazioni sindacali di proclamare scioperi, non comprendo quali possano essere le ragioni, se non la voglia di protagonismo, che spingono alcuni rappresentanti a descrivere una situazione societaria che non corrisponde alla verità.

Purtroppo alcuni rappresentanti sindacali, spesso senza nemmeno condividere le loro esternazioni con i lavoratori, accusano la governance della società di aver dato una nuova organizzazione del lavoro tecnico e amministrativo che pregiudicherebbe i lavoratori.

Il nuovo organigramma societario è stato deliberato dal cda nel mese di aprile 2014, tenendo conto dei dodici dipendenti che sono andati in pensione (di cui due dirigenti e tre livelli Quadro) e non sono stati sostituiti, ed è stato strutturato per dare adeguata risposta alle esigenze che la normativa richiede per la trasparenza e l’anticorruzione, per la futura gestione dei dearsenificatori, per i rapporti con l’autorità Aeeg che si è sostituita ali’Ato quale regolatore tariffario.

Il nuovo organigramma prevede nuove funzioni assegnate al personale interno per attività che in precedenza erano svolte da professionisti esterni alla società, quali quelle dei servizi informativi, dell’energy manager, il servizio recupero crediti e la sicurezza sui luoghi di lavoro.

È importante evidenziare che l’organigramma è stato realizzato con personale interno senza assumere alcuna consulenza e non determina alcun aumento dei costi per il personale, né passaggi di livello automatico per i lavoratori. Forse è proprio quest’ultimo aspetto che ha dato fastidio a qualcuno.

È ridicolo leggere che un rappresentante sindacale confonda la finalità del referendum con le esternalizzazioni dei lavori, così come è assurdo leggere che egli affermi che la società abbia chiesto l’assunzione di un direttore generale. La circostanza non è vera e non merita altra considerazione.

Quello che sarebbe importante da dire, ed è incomprensibile che non lo abbiano detto i sindacati, è che il personale della Talete porta avanti le attività societarie con abnegazione ed efficienza, ed è stato il destinatario dei sacrifici derivanti da una riorganizzazione economica e finanziaria che si è resa necessaria per il proseguimento della vita della società e per rispettare gli impegni voluti dai soci pubblici che con proprio atto di Indirizzo hanno indicato una spending rewiew societaria importante che ha comportato una contrazione dei costi del 4% nell’anno 2012, del 1% nell’anno 2013 dell’l% nell’anno 2014 e del 1% nell’anno 2015, sempre rispettato dalla società.

Tale protagonismo dei dipendenti è in netta antitesi al consociativismo sindacale che ha portato negli anni precedenti a  promozioni ingiustificate e a emolumenti ad personam che non hanno ragione di esistere e sono causa di molto malessere tra i dipendenti stessi.

Non posso tralasciare a questo punto ciò che è stato detto da Paolo Piciucchi, un amico e collega di consiglio di amministrazione, il quale è stato sicuramente mal compreso dal giornalista che ha redatto l’articolo in merito alle gare d’appalto: egli forse intendeva ricordare che quando nell’anno 2010 è entrato in Talete in qualità di dirigente ha trovato una società nella quale le procedure di gara non erano completamente applicate, mentre quando è stato nominato componente del CDA nel maggio 2013 ha trovato una società diversa che applicava sistematicamente le procedure previste dalla normativa sugli appalti e che sin dall’anno 2011 aveva contratto i costi aziendali come si può evincere dai Bilanci societari.

Dico questo in ragione della sintonia e sinergia con lui avuta nelle decisioni di cda che sono sempre state adottate all’unanimità. Fermo quanto sopra, la lealtà e correttezza che questo cda ha dimostrato in questi anni non può essere messo in discussione da chi vuole anteporre l’interessi personale all’interesse collettivo.

Marco Fedele
Presidente di Talete


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17 luglio, 2014

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