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Viterbo - Comune - Caos in seconda commissione, tutti contro il presidente

Cartellino rosso per Livio Treta

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Viterbo - Il consiglio comunale - Livio Treta

Viterbo – Il consiglio comunale – Livio Treta 

Viterbo – (g.f.) – Cartellino rosso per Livio Treta.

Povero presidente della seconda commissione, si è dovuto prendere i rimbrotti da destra e da sinistra.

Tutta colpa della tassa di soggiorno, in discussione, che scalda gli animi, compreso quello di Treta.

Ad Antonella Sberna che fa un’osservazione ritenuta impropria, il presidente le “rimprovera” di non avere letto il regolamento in discussione. Non è preparata. Apriti cielo.

Giulio Marini (Forza Italia) sbrocca: “Cartellino rosso per Treta – dice alzandosi – adesso basta. Non si può sopportare un atteggiamento del genere. La misura è colma. E basta”.

Treta si era già beccato un cartellino giallo, quando Buzzi lo aveva ripreso, ricordandogli che la seduta è registrata e in sala c’è la stampa.

“Non sono io che mi rivolgo alla stampa – è stata la replica di Treta – ma è lei, facendo una figuraccia. Se vuole vado avanti”.

Quando i panni si lavano in commissione. Un servizio lavanderia che non piace a Sergio Insogna (Oltre le Mura): “Non intendo seguire la discussione in questo modo – precisa Insogna – ci dobbiamo dare una calmata. Non si può redarguire un consigliere dicendogli che non ha letto il regolamento, pure quello che è stato detto a Buzzi è poco simpatico.

Il presidente non deve fare il piromane, questioni vostre le vedete in altre sedi. Ricomponiamoci o me ne vado”.

Ci mette il carico pure Gianluca De Dominicis (Movimento 5 stelle). Aveva chiesto la parola, non gli era stata data: “Non può decidere arbitrariamente se dare o meno la parola – spiega De Dominicis – mi aveva visto e non mi ha fatto parlare. Invito tutti a un comportamento più consono, la situazione sta degenerando.

Dei vostri bracci di ferro non me ne può fregare di meno, o stiamo tutti più sereni o io me ne sto zitto qui e poi parlerò in consiglio comunale”.

Deluso dal dibattito pure Paolo Moricoli, la cui delega alla Pace nulla può. Non c’è pace in comune.


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18 luglio, 2014

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