Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – No. Assolutamente No. Non scendo in piazza. In Italia tutti hanno il diritto di manifestare. Pro e contro qualcosa. Mi sia accappona la pelle quando qualcuno manifesta contro i diritti di qualcun altro, quello si perché mi fa tornare in mente pezzi di storia dove si asseriva che ci fosse una razza, dei valori, una nazione superiore alle altre.
Nel nostro paese, se una persona aggredisce, anche solo verbalmente, un’altra persona per motivi di razza, genere o religione, cioè per come quell’essere umano è, commette un reato con aggravante.
La legge Scalfarotto vede tra le discriminazioni possibili anche l’omosessualità. Si parla quindi di aggravante di omofobia per chi aggredisce una persona, semplicemente perché vive il proprio stato di omosessuale. Certi gruppi estremisti, riferendosi a questa legge, sentono minacciata la propria libertà d’opinione. In realtà, ad essere minacciata è la loro libertà di manifestare in qualsiasi modo odio verso una persona omosessuale o transessuale.
Di fatto, se le persone omosessuali manifestano per essere liberi di esprimersi, liberi di vivere i propri sentimenti alla luce del sole, liberi di prendersi la responsabilità della persona che amano anche davanti allo Stato, c’è chi lotta per essere libero di manifestare il proprio odio, libero di discriminare altri esseri umani, libero di essere un privilegiato cittadino di serie A.
Siamo nel comune di Viterbo e se ci sono manifestazioni contro le leggi dello stato o contro questa amministrazione che ha preso una netta posizione rispetto all’uguaglianza tra tutti i cittadini, istituendo il registro delle unioni civili non spetta né a me né alla mia associazione manifestare o andarci contro.
Ognuno è libero di dire e manifestare in questo paese basta che non sia a discapito di diritti inalienabili per ogni cittadino.
Emanuela Dei
Arci Cultura Lesbica
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