Ronciglione – Riceviamo e pubblichiamo – A Ronciglione i lavori di restauro promossi dalla parrocchia, ancora in corso di ultimazione, che hanno interessato tutto l’edificio della chiesa di San Costanzo, per anni utilizzata come sala ricreativa, stanno riportando alla luce un vasto ciclo pittorico di notevole interesse storico-artistico, risalente agli inizi del XVII secolo. Oltre a una serie di stucchi dorati particolarmente raffinati, tipici dei primissimi anni del barocco romano.
Le pesanti ridipinture alle quali sono stati sottoposti i dipinti e gli stucchi nei secoli passati, l’abbandono per decenni e sconsiderati atti di vandalismo avevano occultato e reso quasi indecifrabili queste opere.
L’importanza dei dipinti che sotto le sapienti mani dei restauratori, man mano, stanno mostrando il loro valore ed interesse storico, non poteva sfuggire all’architetto Pietro Paolo Lateano, responsabile dei lavori di restauro dell’edificio sacro, e al funzionario della competente Soprintendenza, Giannino Tiziani, che hanno posto tale ciclo pittorico alla mia attenzione e quella di Gennaro Esposito.
Entrambi abbiamo subito riconosciuto la mano del pittore Giuseppe Bastiani da Macerata in alcuni degli affreschi in questione.
In particolare si tratta dei quattro evangelisti dipinti dei pennacchi della cupola che sovrasta l’altare, di un lunettone della stessa cupola ove è raffigurata la chiamata di San Matteo (importantissima citazione del famoso dipinto caravaggesco del 1599/1600) e di numerose figure di santi dipinte sopra il cornicione della navata della chiesa.
La scoperta non ci ha colto di sorpresa visto che da alcuni anni stiamo conducendo un importante e sistematico studio sulla figura dell’artista, i cui risultati saranno oggetto della prima monografia a lui dedicata fino ad ora. Il corposo lavoro è in corso di pubblicazione a cura di uno tra gli storici dell’arte più importanti del nostro paese, Claudio Strinati.
Tracce della presenza di Bastiani, al secolo Giuseppe Sebastiani, sono state individuate in tutto il territorio viterbese ed anche a Ronciglione, in particolare nella chiesa della Santa Maria della Pace, nella ormai distrutta chiesa di Santa Maria del Popolo e nella chiesa di San Francesco.
L’artista marchigiano è stato riconosciuto recentemente dai due studiosi come pittore di riferimento del potente cardinale Odoardo Farnese che lo condusse, al suo servizio, nel Ducato di Castro e Ronciglione nei primissimi anni del 1600.
Il pittore, già conosciuto alle fonti storiche, era stato poco studiato in epoca moderna ed il corpus delle opere ascrittegli risultava alquanto esiguo.
Nel 2001, grazie all’attribuzione da parte di Gennaro Esposito della decorazione nelle stanze dei Gabinetti dei Prelati all’interno del Palazzo Farnese di Caprarola, è iniziato il lungo lavoro di ricerca che ha condotto, negli anni a seguire, ad individuare un incredibile numero di opere nel viterbese.
Successivamente, oltre ad aver ricostruito la vera identità dell’artista, al secolo Giuseppe Sebastiani da Macerata ed averne seguito le tracce negli archivi storici locali, ho potuto completarne la biografia.
L’importanza dei dipinti di Ronciglione è legata anche al fatto che gli stessi potrebbero rappresentare una testimonianza della collaborazione tra Giuseppe Bastiani ed un suo compaesano: Camillo Donati, attivo nello stesso periodo in altre zone del viterbese ed in particolare nella realizzazione dei dipinti per la sala del consiglio del Palazzo Comunale di Tarquinia.
Questa collaborazione tra i due artisti, se confermata, contribuirebbe a far chiarezza su alcune delle disomogeneità stilistiche e formali emerse dall’analisi del corpus pittorico di Giuseppe Bastiani e non ancora completamente risolte.
Secondo l’architetto Lateano sarà possibile, appena raccolti tutti i dati e le informazioni a disposizione, realizzare una specifica pubblicazione sulla storia della chiesa di San Costanzo e del suo restauro.
Luciano Passini
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