Riceviamo e pubblichiamo – Egregio sindaco,
quale cittadino di Canepina mi sento in dovere di evidenziare, con questa mia, lo stato di disagio psicologico che noi canepinesi stiamo subendo da un pò di tempo a questa parte a causa dei frequenti furti con scasso che si verificano nella nostra cittadina.
Io naturalmente non so chi possa attuare tali misfatti, ma mi permetta di sollevare una, non credo, infondata ipotesi. Come lei ben sa, o dovrebbe almeno sapere in considerazione del ruolo che ricopre, nella nostra comunità autoctona si sono inseriti, ormai da molto tempo, degli allogeni, la maggior parte dei quali è priva di qualsiasi sostentamento economico.
Vorrei precisare, per i buonisti e per coloro che sono pronti ad accusare di xenofobia ogni seria riflessione su un fenomeno ormai ampiamente diffuso, che è lontana da me, cittadino italiano ed europeo, ogni forma di ripulsa per gli stranieri e per tutto ciò che è straniero.
L’ampiezza del fenomeno in atto non può, in ogni caso, passare sotto silenzio, sia per il disagio psicologico, come ho già ricordato, ma anche e soprattutto per il danno economico che molti esercenti e cittadini hanno subito. Se posso capire, dico capire, ma non giustificare, chi avendo alla sera lo stomaco vuoto e soprattutto chi non ha neppure del pane per sfamare i propri congiunti, compie tali atti scellerati, non posso in alcun modo capire e tanto meno giustificare l’attuale maggioranza comunale lei sa benissimo quale è la situazione nel nostro paese e a quanto mi risulta non ha fatto nessun censimento sulla popolazione straniera che vive in Canepina e soprattutto non si è interessato se queste popolazione abbiano o no di che vivere.
Io credo che una buona amministrazione, in una situazione nella quale oggi ci troviamo, dovrebbe verificare, e dati gli avvenimenti recenti, verificare urgentemente, quale sia lo stato sociale ed economico degli stranieri presenti nel nostro territorio. Tutto questo, voglio ancora sottolinearlo una volta, non per un atto di discriminazione, ma per un corretto funzionamento delle relazioni sociali.
Trascurando questo suo dovere civico e permettendo il perdurare dello stato di cose presente oggi nel tessuto sociale, lei sindaco, si assume una grande responsabilità, in quanto la sua negligenza potrebbe scatenare una tensione dalle conseguenze incalcolabili e pericolose.
In attesa di una sua risposta e soprattutto di una sua presa di coscienza della situazione presente la saluto cordialmente.
Domenico Ferri
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