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Nepi - Sono entrati da un foro nel muro - Acciuffato uno dei sei - Il bottino da 5mila euro abbandonato durante la fuga

Banda del ‘buco’ svaligia azienda informatica

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Il foro praticato dai malviventi nel muro dell'azienda

Il foro praticato dai malviventi nel muro dell’azienda

Il foro praticato dai malviventi nel muro dell'azienda

Il foro praticato dai malviventi nel muro dell’azienda

carabinieri notte

I carabinieri

Nepi – Hanno sfondato il muro di uno stabile per aprirsi un varco in piena notte, pensando di poter rubare indisturbati.

Ce l’avevano quasi fatta i cinque cittadini stranieri penetrati in un’azienda informatica nella zona industriale di Nepi. L’arrivo dei carabinieri ha scombinato i loro piani: una pattuglia di Monterosi, con l’aiuto dei colleghi di Castel Sant’Elia, li ha sorpresi mentre scappavano con la refurtiva, interamente recuperata.

Cinquemila euro di computer portatili, attrezzature informatiche, valigette per la formazione del personale e cavi in rame. Un intero bottino rubato dopo aver praticato un buco nel muro di circa un metro di diametro e abbandonato durante la fuga, dopo che un complice che faceva da palo, su una collinetta vicina, ha dato l’allarme agli altri. 

Della batteria proveniente dalla capitale e composta dai sei uomini, compresa la vedetta, solo uno è stato acciuffato e arrestato. Si tratta di R.S., jugoslavo di 48 anni, in Italia da quando ne aveva 2. Vive in un campo nomadi a Roma. Dodici figli, sette nipoti e qualche precedente penale.

Era ancora sporco d’intonaco, quando i militari lo hanno bloccato e portato in caserma.

Si è giustificato dicendo che, a Nepi, lo hanno trascinato i suoi vicini di casa del campo nomadi, tutti di nazionalità romena. Gli avrebbero proposto di andarli ad aiutare per 40 euro. Lui ha accettato e si è ritrovato in piena notte a compiere un furto Settevene. O almeno così ha raccontato al giudice Cesare Trapuzzano all’udienza di convalida dell’arresto.

Il pm Stefano D’Arma aveva chiesto il carcere, per un possibile pericolo di reiterazione del reato. Richiesta respinta.

R.S. dovrà presentarsi tutti i giorni in caserma a firmare. Il giudice ha convalidato l’arresto per furto aggravato, possesso ingiustificato di chiavi alterate e grimaldelli e resistenza a pubblico ufficiale e dato il nulla osta all’espulsione dal territorio nazionale. Il processo continua a ottobre. 

Gli inquirenti sono certi di aver inferto un importante colpo alla cosiddetta “Banda del buco”, che negli ultimi mesi ha operato nel territorio della Tuscia e che si ritiene sia responsabile di alcuni furti notturni consumati con le stesse modalità. Sono tuttora al vaglio degli inquirenti gli elementi acquisiti ritenuti utili per identificare gli altri componenti del sodalizio criminoso.

L’operazione della notte scorsa è solo l’ultima di una lunga serie di attività predisposte dal comando provinciale per mettere un freno ai reati contro il patrimonio e contro la persona commessi in provincia.

Il comando provinciale dei carabinieri ricorda di prestare sempre attenzione, specie d’estate, a semplici accorgimenti che se adottati possono garantire maggiore sicurezza alla propria abitazione e ai luoghi di lavoro, spesso disabitati in questo periodo. In particolare le forze dell’ordine consigliano di: 

– fare ricorso per le emergenze ai numeri di pronto intervento: 112 (carabinieri), 113 (polizia di Stato) e 117 (guardia di finanza);

– stimolare la reciproca collaborazione tra i vicini di casa in modo che vi sia sempre qualcuno in grado di tener d’occhio le abitazioni;

– chiudere sempre il portone d’accesso di casa propria e/o l’ingresso condominiale;

– non aprire il portone o il cancello automatico se non si sa chi ha suonato;

– installare dei dispositivi antifurto, collegati possibilmente con i numeri di emergenza. Al riguardo si eviti di informare terze persone del tipo di apparecchiature di cui ci si è dotati né della disponibilità di eventuali casseforti in casa;

– installare ulteriori difese passive, quali una porta blindata con spioncino, una serratura di sicurezza, videocitofoni e/o telecamere a circuito chiuso;

– provvedere personalmente o incaricare una persona di fiducia se si ha bisogno della duplicazione di una chiave;

– evitare di informare persone dei propri spostamenti (soprattutto in caso di assenze prolungate);

– nei casi di breve assenza, o se si è soli in casa, lasciare accesa una luce o la radio in modo da mostrare all’esterno che la casa è abitata;

– normalmente i primi posti esaminati dai ladri, in caso di furto, sono gli armadi, i cassetti, i vestiti, l’interno dei vasi, i quadri, i letti e i tappeti;

– in caso si possiedano degli oggetti di valore, fotografarli e riempiere una scheda con i dati considerati utili in caso di furto;

– nel caso in cui la serratura sia stata manomessa o che la porta risulti socchiusa, evitare di entrare in casa e chiamare immediatamente il 112, il 113 o il 117. Se appena entrati ci si rende conto che casa è stata violata, non toccare nulla, per non inquinare le prove e telefonare subito al pronto intervento.

Una serie ancora più completa di suggerimenti per partire in vacanza più tranquilla sono consultabili sul sito istituzionale dell’Arma dei carabinieri nella sezione ‘consigli’.

 


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29 luglio, 2014

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