Bassano Romano – Continuano sui filmati delle telecamere di sicurezza le indagini sulla rapina in banca a Bassano Romano.
I carabinieri starebbero vagliando attentamente le immagini captate dai dispositivi di videosorveglianza della Carivit, svaligiata nel primo pomeriggio di ieri.
Erano le 14 quando i malviventi sono riusciti a entrare nell’istituto di credito. La filiale, a quell’ora, era chiusa. Ieri pomeriggio, in paese, si vociferava che i rapinatori sono riusciti a farsi riaprire la porta, simulando un controllo della finanza. Ma, una volta dentro, hanno svelato le loro vere intenzioni.
Nessun cassiere sarebbe stato minacciato con pistole o altro, anche se, da quanto si apprende, i malviventi sarebbero stati in possesso di armi. E’ probabile che abbiano rinunciato a usarle a scopo intimidatorio, per paura che la situazione precipitasse o potesse sfuggirgli di mano. L’unica dipendente donna in servizio a quell’ora sarebbe rimasta particolarmente scioccata.
Secondo indiscrezioni, la signora e i colleghi sarebbero stati rinchiusi in una stanza. Indiscrezione non confermata né smentita dai carabinieri, che indagano nel più stretto riserbo su quello che è successo in quegli interminabili minuti nella filiale.
Le testimonianze del personale sono state raccolte subito dopo il fatto. I rapinatori sarebbero italiani, tra i quaranta e i cinquant’anni. Uno, in particolare, è alto e robusto. Neanche la quantità è certa.
I dipendenti hanno visto entrare tre persone, ma non è escluso che, fuori dalla filiale, ci fosse un quarto complice a fare da palo.
Il dettaglio più inquietante è nell’abbigliamento: tutti e tre indossavano giubbotti della guardia di finanza. Un particolare che è indice di un’attenta pianificazione del colpo: i rapinatori hanno agito tutt’altro che al buio. Talmente sicuri di sé da presentarsi perfino a volto scoperto.
La Fiat Punto grigia usata per la fuga è stata ritrovata un’ora dopo nelle immediate vicinanze della banca. E’ un’auto rubata in Umbria, pochi mesi fa. Anche la macchina passerà presto al setaccio degli specialisti dell’Arma, a caccia di impronte o di qualunque altro indizio utile.
Il bottino è ancora da quantificare, ma si tratterebbe di una cifra consistente. Difficile, al momento, fare una stima precisa.
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