Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Pensando come si potesse definire Mauro Innocenzi mi veniva in mente la parola “burbero”. Con un tale termine però credevo di poter mancare in qualche modo di rispetto alla sua memoria. Perciò ho voluto cercarne il significato su un dizionario e ho trovato in particolare la definizione di “burbero benefico”: persona che, nonostante l’apparenza ruvida e scontrosa, è di animo buono e gentile.
Ecco, sì, era proprio Mauro, con quel vocione che sovrastava facilmente tutti gli altri e quello che pensava non lo mandava certo a dire.
Era un uomo di passioni e di impegni condivisi, come la politica, il sindacato, la sinistra.
Ma per lui era una passione anche il lavoro, la ferrovia, come era un impegno la sua dedizione al dopolavoro ferroviario, dove viveva con la comunità dei suoi colleghi.
Un dolore terribile ha attraversato la sua vita, poi la malattia lo ha aggredito, ma lui ha saputo resistervi con forza e dignità, con la tenacia che lo ha contraddistinto fino alla fine.
Non era un uomo che cercava benevolenza, eppure chi lo ha conosciuto non ha potuto non volergli bene.
Mauro ha scelto di essere cremato, che sia lieve nel vento.
Valerio De Nardo
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