Viterbo – “E’ andata bene. C’è stato bisogno di fare diverse prove per capire bene come effettuare la girata, ma è andata bene” (video).
La prova di girata a via Marconi con la base della Macchina di santa Rosa è appena terminata e il capofacchino Sandro Rossi, appena decretato lo sciogliete le righe, continua a parlare con il presidente Mecarini, le guide e tutti gli altri impegnati affinché il passaggio straordinario su via Marconi con la girata all’altezza di piazza della Repubblica sia impeccabile.
Si discute sui dettagli, si riguardano i filmati delle prove, ma alla fine lai girata per il capofacchino è andata come doveva. Tutto a posto, anche se le novità vanno sempre studiate nei minimi dettagli, al lavoro anche i costruttori Cesarini e Fiorillo (Fotogallery: Prova di girata a via Marconi – slide – Il raduno al monumento ai Facchini – slide).
“L’abbiamo ripetuta – continua Rossi – perché non si devono creare problemi davanti e dietro. Abbiamo preso i punti di riferimento precisi dove la Macchina deve arrivare e la posizione da assumere in strada.
Arrivati all’altezza di piazza della Repubblica, bisogna un po’ salire sul marciapiede e quindi cominciare a girare piano piano”.
Rossi e il presidente del Sodalizio Facchini di santa Rosa hanno chiamato tutti di buon mattino. Alle sei il raduno al monumento di piazza della Repubblica.
“Non sarà una passeggiata – sostiene Rossi – chi non se la sente può comunicare la scelta al consiglio, chiedere la sostituzione .
Qualsiasi cosa decida il consiglio, l’ultima parola spetta a voi”. Nessuno risponde, nessuno si tira indietro e tutti alzano la mano per approvare la scelta di allungare il percorso e festeggiare il riconoscimento Unesco, come aveva ricordato all’inizio il presidente Massimo Mecarini.
Come sempre, tutti d’un sentimento. Arriva pure il sindaco Leonardo Michelini.
A lui l’onore anche di farsi un giro sulla base della Macchina, insieme ad altri, tanto che ci scappa pure una battuta, rivolta ai facchini: “State reggendo il comune, avete un bel peso sulle spalle”.
Prima del via, Mecarini chiama la formazione del prossimo tre settembre, comincia a radunare i primi, mentre gli operai ultimano i lavori alla base. Percorreranno il tragitto con tanto di girata, per otto volte, con una pausa per sistemare la base. Datata.
Dalle 6 si arriva fino a dopo le 9.30. Tre ore e mezza di prove.
Oggi la prova è stata effettuata solo con la base. “Con il peso sopra – continua Sandro Rossi – sarà sicuramente un’altra cosa, ma in linea di massima abbiamo capito con le guide quello che dobbiamo fare, come posizionarla mentre gira e lo spazio da lasciare per i cavalletti”.
La sosta all’altezza di piazza della Repubblica, proprio davanti al monumento ai Facchini è possibile? “Sì ci si riesce. Utilizzeremo pure il marciapiede, visto che la strada sarà portata allo stesso livello”.
Non sarà una passeggiata. Si tratta di quattrocento metri in più fra andare e tornare da piazza Verdi. “La parte più impegnativa è la girata”.
A vederla durante le prove sembra un’operazione al centimetro. “Lo spazio c’è ed è sufficiente, ma non possiamo sbagliare di un metro e magari essere costretti a fare marcia indietro. Non ce lo possiamo permettere”.
Andata e ritorno su via Marconi saranno affrontate in modo diverso. “Passo lungo a scendere – anticipa Rossi – e passo veloce a salire, perché tenendo il passo veloce, la Macchina va via dalle spalle e poi riviene.
A salire è più complicato, perché ci sono quattro metri e mezzo di dislivello, fra piazza della Repubblica e piazza Verdi.
Una leggera salita, per cui con le guide da dietro dovremo spingere per aiutare. Ogni guida una stecca per spingere in avanti.
In questo modo, con la spinta da dietro sembra di portare meno peso e si va più veloce”.
Giuseppe Ferlicca
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